jyotirlinga * om * shri omkar mandhata

Il tempio principale di Omakareshwar, il Shri Omkar Mandhata, custodisce uno dei 12 Jyotirlinga di tutto il paese. È di conseguenza una delle mete più importanti che credenti indù, pellegrini e sadhu possano visitare nel corso della loro vita. La cittadina del Madhya Pradesh, che sorge sulle rive del fiume Narmada, è ancora fuori dai percorsi turistici: visitatela ora prima che diventi un’altra Varanasi e perda un po’ del suo fascino misterioso. Il motivo per cui abbiamo citato Varanasi è semplice: sebbene ad Omakareshwar non si svolgano i rituali funerari impressionanti che hanno reso l’ex Benares una delle più celebri mete turistiche di ogni viaggio in India, la piccola cittadina del Madhya Pradesh non ha niente da invidiarle in quanto a fascino.

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Prima di tutto parliamo della sua posizione e forma: Omkareshwar (7 mila abitanti) si affaccia sul fiume Narmada, uno dei più sacri dell’intero subcontinente indiano e si sviluppa a metà tra la terraferma e l’isoletta davanti ad essa. Quest’isola si dice che dall’alto abbia una forma che ricalca perfettamente quella dell’Oṃ, la sacra sillaba sanscrita. Sia che arriviate con mezzi privati che con autobus, vi fermerete nel minuscolo centro del paese (non potete sbagliare, la strada principale, quella con cui si arriva in città porta proprio qui) che si compone di una piazza su cui si affacciano ristoranti e negozi. Già da questo momento il panorama intorno a voi sarà cambiato: sadhu con barbe lunghe, spesso vestiti di arancione e scalzi, vi accoglieranno chiedendovi qualcosa da mangiare (o qualche moneta), offrendosi di raccontarvi la storia della città e dei suoi templi. Vicino a loro vedrete grandi famiglie cariche di offerte e cesti votivi di fiori, diverse generazioni che viaggiano insieme per rendere omaggio a Shiva nel tempio principale di Omkareshwar. Se avete fame e volete pranzare fatelo in uno dei pochi ristoranti della piazza (infatti nel resto del paese troverete poco altro se non snack fritti dei venditori ambulanti) e una volta sazi iniziate la vostra visita a Omkareshwar.

Dove dormire a Omkareshwar, India

Essendo la città un’importante meta per i pellegrini indù troverete molti alloggi: gli standard, specialmente per quanto riguarda le sistemazioni economiche, sono abbastanza bassi. A Settembre 2017 nessun hotel di Omkareshwar poteva essere prenotato su Booking.com. Avrete quindi tre soluzioni: arrivare in città e cercare un alloggio per la notte, affidarvi a Goibibo, il sito preferito dai turisti indiani per le prenotazioni online (non fidatevi delle recensioni, spesso non sono obiettive) o dormire a Maheshwar, che ha ottime sistemazioni e che dista 60 chilometri.

Noi abbiamo optato per quest’ultima soluzione e, come spiegato nel paragrafo successivo, abbiamo fatto di Maheshwar la nostra base per gite di un giorno a Omakareshwar e Mandu. Le nostre scelte a MaheshwarSundaram Guest-House, Hotel Royal Residency, Hotel Sanginee.

Cosa vedere a Omkareshwar, città sacra dell’India

Dal piccolo centro cittadino chiedete del ponte, stando attenti a dirigervi verso il fiume tenendo la sinistra. Se non avete sbagliato strada, dopo un breve tratto tra case basse e baracche, con sadhu e mendicanti ai due lati della vostra via, vi si parerà davanti lo splendido panorama di Omkareshwar: un gigantesco (e alto!) ponte vi porterà dalla terraferma all’isola sacra, mentre alla vostra destra vedrete un altro ponte e alle sue spalle una grande diga. Questi elementi architettonici moderni stridono fortemente con tutto il resto del paese, in cui lo scorrere del tempo è dettato dai canti dei fedeli e dal susseguirsi delle diverse puja che si svolgono nei suoi templi colorati. Dall’alto del ponte riuscirete a vedere le due rive del Narmada River, sormontate da lunghi ghat (le scalinate che arrivano ai fiumi in cui gli induisti fanno le abluzioni sacre) dove macchie di colore (i vivacissimi sari delle donne indiane) rendono il paesaggio indescrivibile. Da una parte e dall’altra del fiume, sopra i ghat si affacciano templi senza soluzione di continuità: impossibile visitarli tutti in un solo giorno a Omkareshwar! Nelle strada, rigorosamente in salita, che collega le scalinate ai templi, vedrete decine di banchette di venditori ambulanti che vendono principalmente fiori e offerte per gli dei. Tutto questo è diviso da un fiume, il Narmada, che potete attraversare con uno dei due grandi ponti o con le piccole barche che punteggiano come formiche impazzite le sue acque. Se avete un solo giorno per visitare Omkareshwar dimenticatevi di riuscire a vedere ogni suo tempio e preferite concentrarvi sui principali, lasciandovi trasportare dalla sacralità del luogo e dalla magia dell’atmosfera. Le cose da vedere e fare che seguono impegneranno più o meno la vostra intera giornata, a patto che non corriate da un posto all’altro e abbiate un modo di viaggiare rilassato.

Cosa Vedere Omkareshwar Citta Sacra Madhya Pradesh India

Shri Omkar Mandhata, AKA Omkareshwar Temple

Per raggiungere l’Omkareshwar Temple dal ponte di sinistra (con le spalle alla città e rivolti verso l’isola) è sufficiente svoltare a destra (facendo una svolta a U), percorrere qualche scaletta e girare ancora a sinistra alla prima affollata di negozi souvenir e statue di Shiva e altri dei. Ricordate che in città con grande probabilità non vedrete alcun turista straniero, ma questa è una meta gettonatissima per il turismo interno indiano. Questo tempio è il motivo per cui gran parte dei pellegrini arrivano ad Omkareshwar. È un cosiddetto cave temple, in quanto gran parte di esso è scavato nella roccia. La storia del perché questo tempio e in generale la città di Omakreshwar sia così sacra è complessa, ma potrebbe essere riassunta così: nell’antichità questo luogo è stato teatro di una feroce battaglia tra Devas e Danavas, ovvero rispettivamente Dei e Demoni. Quando i Demoni hanno avuto la meglio gli Dei hanno pregato proprio in questo luogo Lord Shiva, che è poi apparso sotto forma di Omkareshwar Jyotirlinga e ha sconfitto i Danavas (per saperne di più 12 Jyotirlingas in India). Da quel momento la cittadina sul fiume Narmada è considerata una delle sette città sacre dell’India. Il Shri Omkar Mandhata, come molti grandi templi dell’India, è gestito in corsie in cui disporsi per le eventuali code e in scale riservate alla salita e alla discesa. Questa organizzazione (spesso non impeccabile), molto simile a quella di un centro commerciale, può far a pugni con l’atmosfera che si respira: fateci pace e proseguite, ricordando di non dare corda a quanti vogliono farvi provare esperienza uniche e autentiche. Saranno con tutta probabilità trafficoni in cerca del vostro denaro.

Nella profondità della caverna dell’Omkareshwar Temple è custodito uno dei 12 Jyotirlinga che gli induisti pregano in India: jyotirlinga significa letteralmente radiance (Jyoti) e sign (Linga), quindi l’evidenza dello splendore (del Grande Shiva). Davanti a tanta devozione ci si aspetterebbe una statua, un altare o comunque un qualcosa di estremamente spettacolare a cui rendere omaggio. Invece solitamente queste manifestazioni divine sono piccole sculture nere dalla forma fallica, ornate di fiori e altre offerte. Mettetevi in fila tra la massa di fedeli per vedere il rito con cui gli indù rendono omaggio a Shiva: la coda per arrivare al jyortilinga può essere lunga, ma scorre veloce. Avrete solo poco tempo una volta arrivati al cospetto del radiance sign e dei brahmani che lo custodiscono. Adesso non tornate ancora indietro, cercate le scale che portano ad un piccolo tempietto nascosto al piano superiore: vi ritroverete su una sorta di terrazzo da cui avrete una vista impressionante ad almeno 180° su tutta Omkareshwar. Fatevi una foto ricordo con il gigantesco Tridente di Shiva che non potrete fare a meno di notare e concludete la vostra visita.

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In barca sul fiume Narmada a Omkareshwar

Una volta usciti dallo Shri Omkar Mandhata voltate a sinistra e percorrete la lunga scalinata che vi porta ai ghat, dribblando colorati venditori e banchette di ogni tipo. Più vi avvicinerete al fiume più saranno frequenti le richieste “boat tour? da parte principalmente di bambini e ragazzini. Il nostro consiglio è assolutamente di fare un giro in barca sul fiume, ma di non cedere alle richieste fino a che no siete sulla riva. Trattate direttamente con i barcaioli, per evitare di pagare delle commissioni a chi vi ingaggia. Noi abbiamo pagato 200 rupie (meno di 3 euro) in due, per un breve boat tour con una barca tutta nostra. Dove si va? Il giro in barca non serve ad altro che a vedere Omkareshwar da un’altra prospettiva, ovvero “da fuori”: certo, basterebbe passare da una sponda all’altra per vedere il panorama sulla riva opposta, ma dalla vostra imbarcazione sarete decisamente più vicini. È poco di più di un giro avanti e indietro prima superando un ponte e poi arrivando all’altro, ma consente di godere dello spettacolo dei templi e degli antichi palazzi affacciati sul fiume, di fotografare le pittoresche abluzioni dei fedeli indù e poi di attraversare il fiume e trovarsi sul ghat opposto a quello del tempio principale. Cosa Vedere Omkareshwar Citta Sacra Madhya Pradesh India

Mamleshwar Temple

Una volta sbarcati sull’altra riva dirigetevi vero il più piccolo Mamleshwar Temple: qui la folla di pellegrini è decisamente più rada e potrete godervi l’atmosfera rilassata. Sembra che il tempio sia stato costruito perché spesso durante la stagione monsonica (e prima della costruzione dei due ponti) l’isola era impossibile da raggiungere. Di conseguenza i fedeli non potendo visitare il tempio principale avrebbero comunque potuto rendere omaggio a Shiva facendo offerte al lingam contenuto nel Mamleshwar Temple.

Cosa Vedere Omkareshwar Citta Sacra Madhya Pradesh India

Siddanath Temple

Durante il Parikrama (vedi paragrafo successivo) incontrerete decine di templi, troppi per essere menzionati tutti. Il Siddanath Temple è però particolarmente interessante per fattura e posizione. Si trova appollaiato su una collinetta nell’estremità a sud est dell’isola (guardando il tempio principale dalla riva del fiume prendete la strada a destra che lo costeggia e vi arriverete con una camminata di circa 20 minuti), disperso tra capanne, natura selvaggia e animali che pascolano liberamente. Di questa costruzione del XIII Secolo non restano che le colonne e una base sul cui perimetro sono scolpiti decine elefanti in pietra: davanti a voi il fascino di un tempio tanto antico, con mucche, cavalli e muli che lo attraversano liberamente e alle vostre spalla la gigantesca diga che ha cambiato i connotati di Omkareshwar è la fotografia perfetta di quello che è oggi l’India. Modernità e tradizione che viaggiano a braccetto, scontrandosi di tanto in tanto ma spesso vivendo pacificamente. Alle spalle del Siddanath Temple troverete il Gayatri Devi Temple, che merita una menzione per il solo fatto di essere ancora più nascosto tra la vegetazione della campagna indiana.

Cosa Vedere Omkareshwar Citta Sacra Madhya Pradesh India

Omkareshwar Parikrama

La traduzione di Parikrama, parola in sanscrito, suona come “il sentiero che circonda qualcosa”. Questo qualcosa solitamente è un luogo sacro: così come per esempio abbiamo fatto una circumdeambulazione della montagna che sormonta Tiruvannamallai (vuoi sapere cosa vedere a Tiruvannamallai?), in Tamil Nadu, allo stesso modo abbiamo camminato per l’intero perimetro dell’isola di Omkareshwar. Durante il percorso, quasi tutto sotto il sole battente, incontrete ogni tipo di fedele, pellegrino e sadhu e incrocerete gran parte dei templi nascosti (sono tantissimi!). È un itinerario con diversi saliscendi lungo non meno di 6 chilometri, per il quale conteggiate almeno due ore. Partite con l’ingresso del tempio principale alle spalle e proseguite dritto, tenendo il fiume sempre sulla vostra sinistra e quindi facendo il giro dell’isola in senso antiorario. In quasi tutti i punti non avrete possibilità di sbagliare, in quanto c’è una sola strada. Incontrerete comunque tante persone disposte ad aiutarvi.

Come arrivare a Omkareshwar, India

Evitate di fare di Omkareshwar la vostra unica fermata in zona: non solo fareste tanti chilometri per una visita di una giornata e basta (seppur stupenda!), ma perdereste altre due tappe importantissime: parliamo sito archeologico di Mandu, che dista 12 chilometri e della splendida Maheshwar, il cui forte che si erge sopra i ghat è di grandissimo impatto. Avete quindi due soluzioni per questo trittico che a nostro parere dovrebbe essere inserito in qualsiasi tour del Madhya Pradesh: o vi spostate di tappa in tappa, cominciando magari da Mandu, per arrivare poi a Maheshwar e finendo poi a Omkareshwar o utilizzate Maheshwar come base (è al centro tra le altre due tappe) e da lì vi spostate ogni giorno. Sappiate che da Maheshwar a Omkareshwar ci sono circa 60/65 chilometri e altrettanti dividono Maheshwar da Mandu. Se viaggiate in autobus in ogni caso dovrete fare tappa a Maheshwar per arrivare alla città sul fiume Narmada che ospita il Jyortilinga: di autobus che collegano le due città ce ne sono molti (ricordate che l’ultimo mezzo per fare il percorso inverso parte alle 16), ma non tutti sono diretti. Spesso dovrete cambiare almeno una volta. Spendendo circa 2,5 euro a testa e dopo oltre 2 ore di autobus arriverete alla bus station di Omkareshwar, che si trova qualche chilometro fuori città. Per arrivare al centro del paesino prendete un tuk-tuk: spenderete non più di 20-30 rupie. Se viaggiate con un mezzo privato calcolate un’ora per andare da una città all’altra.


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