Consigli per escursioni sull’Etna: trekking con guida o fai da te

Consigli Escursioni Etna Trekking Guida Fai Da te

giovani o anziani, esperti o pigri, troverete l’escursione per voi

La salita sull’Etna è una di quelle esperienze che non possono che lasciare soddisfatti, è un’avventura resa speciale da panorami strabilianti, un’esperienza da raccontare agli amici al ritorno dai propri viaggi con tanto di splendide fotografie. Si può arrivare ai crateri sommitali o esplorare zone a quota più bassa come i crateri silvestri, qualsiasi sia la vostra idea di gita sull’Etna ecco una guida essenziale alle escursioni tra rifugi, crateri, vette e fumarole.

Partiamo dicendo una cosa molto importante. Se volete salire come abbiamo fatto noi fino a 3330metri s.l.m. non potrete farlo senza la presenza di una guida alpina: non si tratta di una regola fatta per estorcere denaro a turisti e visitatori, ma di una necessaria precauzione. L’Etna è un vulcano attivo che può fare brutti scherzi, trovarsi da soli vicino ai crateri attivi può esporci a rocce volanti, terreni cedevoli e a tanti altri pericoli, bisogna sapere dove è possibile camminare in relativa sicurezza e dove invece è meglio non avventurarsi. Non a caso le stesse guide alpine che accompagnano i turisti sono solite progettare giorno per giorno e ora per ora gli itinerari in base alle attività del vulcano. Quindi non fate i furbi perché cercando di salire soli non rischierete solo una multa, ma anche la vostra sicurezza.

NON PARTIRE PER CATANIA SENZA LA GUIDA LONELY PLANET

Di cosa parliamo in questo articolo:

La storia dell’Etna, dei crateri e delle sue delle sue eruzioni

Questo vulcano nasce da una serie di eruzioni sottomarine che circa 500.000 anni fa diedero la forma odierna alla piana di Catania, che precedentemente era un golfo. Successivamente sono state tantissime le eruzioni importanti scatenate dal vulcano, abbiamo testimonianza certa di due avvenute rispettivamente nel 1329 e nel 1381 che hanno creato molti danni ma è stato nel 1669 che si ricorda la peggiore eruzione, con un torrente di lava che, passando anche da Catania, arrivò fino al mare. In epoca moderna le eruzioni più importanti sono state quelle del 1910 (che ha dato origine a ben 23 crateri), quella del 1917 (famosa per una fontana di lava che ha toccato gli 800 mt), del 1923 e del 1928 che ha distrutto Mascali. Poi dal ’54 fino al ’91 ce ne sono state tantissime altre: l’ultima del 1991 in particolare che è perdurata per ben 3 anni.
Se salirete fino a 3000 m di altitudine, potrete vedere che sul versante del cratere centrale, nella zona Torre del Filosofo il cui rifugio è stato distrutto dalla lava nel 1971, ci sono quattro crateri: quello di sud-est del 1978, l’immenso cratere centrale, quello di nord-est (la cima più alta che non ha mostrato attività dopo il 1971) e la Bocca Nuova, la più attiva negli ultimi anni. Vi sarà chiaro che l’Etna è tutt’ora un vulcano attivo e molto pericoloso. É il più alto di tipo terrestre che sia attivo nella placca euroasiatica e il 21 giugno 2013 la XXXVII sessione del Comitato UNESCO lo ha inserito nell’elenco dei beni del Patrimonio dell’umanità. L’Etna mantiene sempre il suo pennacchio di fumo e può in qualsiasi momento entrare in azione.

Come vestirsi per un trekking sull’Etna

Sia che vogliate arrivare molto in alto o che preferiate fermarvi a quote basse vi consigliamo di indossare scarpe da trekking o scarpe da ginnastica molto solide, tenete inoltre presente che per quanto in città possa essere caldo, quando si arriva sopra ai 2500 metri la temperatura è sempre molto fresca, anche nelle belle giornate di sole vi serviranno almeno un buon pile e una giacca a vento, anche guanti e berretta potrebbero essere una buona idea. Per il resto saranno i vostri accompagnatori a dotarvi di elmetto protettivo da utilizzare nelle zone a rischio di lancio rocce. Durante la salita verso i crateri sommitali consigliamo di portare acqua, una bevanda zuccherina o un integratore liquido oltre ovviamente ad uno snack o al pranzo al sacco se prevedete una lunga scarpinata. Successivamente specificheremo il tipo di calzatura adatto a ogni percorso che abbiamo segnalato.

Come organizzare un trekking sull’Etna in autonomia

Le escursioni che possono essere fatte sull’Etna sono parecchie e molto diverse tra loro per impegno fisico richiesto ma anche per spesa. Molti percorsi possono essere fatti senza necessità di una guida e senza spendere nulla ma vi avvertiamo che niente potrà essere nemmeno lontanamente paragonabile alla bellezza della salita più importante, quella ai crateri sommitali.

Il vulcano può essere visitato da tutti, potrete arrivare al Rifugio Sapienza con la vostra auto (la strada è in perfette condizioni, da Catania sono circa 35 km), una volta arrivati alle pendici potrete iniziare a girovagare esplorando i crateri silvestri e poi arrivare alla Torre del Filosofo, dove la vostra salita in solitaria dovrà fermarsi perché per andare oltre è necessaria una guida alpina/vulcanologica. Ecco una serie di percorsi che potrete affrontare soli o con guida che partono dai dintorni del rifugio.

Visita al Rifugio Sapienza ed escursione ai Crateri Silvestri (in autonomia o con guida)

Una bella camminata che vi permetterà di ammirare bei paesaggi ma adatta a tutta la famiglia è il percorso dei Crateri Silvestri. I due principali potrete vederli addirittura dalla strada principale, prima del parcheggio del rifugio. Il rifugio Giovanni Sapienza si trova a 1910 metri s.l.m. nel versante sud dell’Etna e fa parte di un polo turistico molto vivace noto per escursioni e sci, che ogni anno accoglie oltre un milione di turisti. Vi si può alloggiare per la notte, mangiare e rilassarsi dopo una bella camminata. Nei dintorni sono sorti molti ristoranti, bar e paninoteche. A pochi passi dal piazzale principale si trovano i Crateri Silvestri che si sono formati durante l’eruzione del 1892. Il Cratere inferiore è a pochi metri dalla Strada Provinciale e si può “scalare” e circumnavigare in pochi passi (perfetto anche per passeggiate con i bambini più piccoli) mentre il cratere superiore richiede uno sforzo maggiore in quanto c’è un po’ più di salita da fare ma la vista offerta è davvero piacevole.

Dormire al Rifugio Sapienza

Volete dormire alle pendici dell’Etna ed essere freschi e pronti per il vostro trekking mattutino o per una giornata di sci? Dormire al Rifugio Sapienza è davvero un’ottima idea, la struttura è molto accogliente e si trova vicinissima alla partenza della funivia. PRENOTA ORA!

Sentiero schiena dell’Asino (praticabile in autonomia o con guida)

Se siete intenzionati a salire parecchio e non volete optare per un tour allora potrete scegliere il sentiero Schiena dell’Asino che in poco più di due ore vi permetterà di godere di bellissimi panorami; il percorso inizia tra la strada provinciale SP 92 e Via Catania ed è ben indicato da un cartello in legno. Il primo tratto si snoda lungo un’antica via mulattiera e attraversa un bel bosco di pini per poi arrivare ad una salita (abbastanza ripida) a fondo pietroso che porta ad una bella piana dalla quale potrete osservare il panorama (che arriva fino al mare) e la particolarissima natura circostante.

Continuando lungo il sentiero arriverete ad una scarpata, sotto di voi si troverà la grande Valle del Bove. A questo punto percorrerete il Canalone dei Faggi dalla quale potrete osservare i dicchi, particolari rocce che si sviluppano in verticale. Osservando la valle avrete modo di distinguere le colate laviche più recenti, quelle del 1991 e del 1993 che sono riconoscibili per i colori molto scuri mentre, alzando lo sguardo invece vedrete il cratere attualmente più attivo dell’Etna con i suoi sbuffi bianche e grigi. Se vorrete potrete salire ancora lungo il crinale, il percorso non sarà più segnalato ma è facilmente percorribile, da qui potrete arrivare fino alla Montagnola, uno dei più imponenti coni avventizi formatosi in seguito all’eruzione del 1763 che si trova a sud del Cratere Centrale, sull’alto versante meridionale a circa 2.500 mt.

Per i crateri silvestri principali non sono necessarie scarpe da trekking, mentre per arrivare alla Montagnola sì.

A questo link troverete una mappa del percorso fino alla Montagnola.

Salita alla Torre del Filosofo partendo dall’arrivo della funivia (autonomia o con guida)

Per arrivare fino alla Torre del Filosofo consigliamo di prendere la funivia (almeno all’andata, circa 25 euro) e arrivare a 2500 metri (se proprio volete faticare salite a piedi fin qui seguendo il sentiero verso alla montagnola o semplicemente salendo dal rifugio seguendo la linea della funivia). Da questo punto seguendo la strada percorsa dai fuoristrada arriverete fino al belvedere della Valle del Bove e potrete passeggiare lungo il cratere del Monte Escrivà, dove vedrete parecchie fumarole di ferro e zolfo. A questo punto potrete tornare sulla pista dei fuoristrada e dirigervi verso il cratere centrale, camminare fino alla torre del Filosofo (quota massima raggiungibile senza guida) e passeggiare attorno ai crateri del 2002.
Il bello arriva con la discesa! Molto ripida ma estremamente divertente, si tratta di un canalone sabbioso dove ad ogni passo si affonda e che deve essere percorso a grandi balzi (come nelle dune del deserto!). Balzellando potete arrivare alla funivia e tornare con il mezzo (circa 25 euro) oppure proseguire a piedi.

Ecco una mappa dell’itinerario a questo link.

Escursione ai crateri sommitali (da fare solo con guida esperta)

La salita ai Crateri sSommitali è intensa ma assolutamente imperdibile, ribadiamo che va fatta esclusivamente accompagnati dalle guide alpine specializzate. Le potrete contattare e organizzare il vostro viaggio al Rifugio Sapienza ma sappiate che è decisamente meglio prenotare perché solitamente sono tutte occupate (possono accompagnare un numero limitato di persone). Noi ci siamo rivolti all’agenzia www.etnaest.com e abbiamo scelto la loro escursione ai crateri sommitali, che ci ha lasciato assolutamente soddisfatti. La spesa per il trekking è assolutamente onesta e comprende un trasporto in bus speciale e anche andata/ritorno con la funivia.
Vi forniranno loro il caschetto e se necessario, scarpe da trekking adeguate. L’escursione inizia alle 9:30 ma bisogna arrivare attorno alle 8:30 per sbrigare qualche formalità. Prendendo la funivia si arriva a 2.500 metri, da qui ci si muove ancora lungo una pista sterrata con grandi bus 4×4, scesi da bus inizia la salita a piedi fino ai crateri sommitali, tra paesaggi lunari, fumarole, gole gigantesche, voragini e odore di zolfo.

I crateri sommitali sono quattro: la bocca nuova, la voragine, il cratere di sud-est e il cratere nord-est, l’ultimo è il più elevato coi suoi 3.330 metri di altezza. La parte più impegnativa è la salita verso la vetta che è molto ripida ma ripaga con una vista incredibile, specialmente in una giornata di sole.
Dopo spiegazioni dettagliate e aneddoti molto interessanti da parte della nostra guida e diversi chilometri macinati noi ci siamo fermati a mangiare il nostro pranzo al sacco e poi abbiamo iniziato la nostra discesa a grandi balzi (lungo i canaloni sabbiosi) verso la funivia per poi tornare al rifugio. Ogni giorno però le guide scelgono quale itinerario percorrere in base alle previsioni meteo e soprattutto alle attività del vulcano, quindi l’itinerario e le varie tappe potrebbero essere diverse di volta in volta. Detto questo l’esperienza è a nostro parere imperdibile e vale davvero la cifra richiesta sotto ogni punto di vista.