Guida al viaggio etico, sostenibile e consapevole in India

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per farlo non ci vuole tanto, basta sapere da dove iniziare

Diciamo spesso che non ci piace definirci turisti ma viaggiatori. Il motivo? La definizione di turista ci è sempre parsa leggera e superficiale mentre viaggiare è un’azione importante che va affrontata con consapevolezza e impegno. Durante i nostri ultimi sei mesi in India ci siamo resi conto di dover fare qualcosa per far si che la nostra presenza potesse incidere positivamente sul paese. Dovevamo viaggiare in maniera ecosostenibile e consapevole. Non tutti lo fanno, per questo ci siamo ripromessi di scrivere una guida su come viaggiando si possano aiutare le comunità locali, partendo proprio dalla nostra esperienza indiana.




Ovviamente le cose da tenere in considerazione se si vuole viaggiare in questo modo sono tante e noi non siamo certo dei professionisti: quindi per capire meglio ci siamo affidati alle parole, ai racconti e ai consigli di www.consciousjourneys.com un’impresa sociale che si occupa proprio di organizzare viaggi sostenibili e che, essendo un tour operator con base a Calcutta, conosce bene le realtà locali.  Questo perché siamo consci che spesso affidarsi a chi ha più esperienza possa fare la differenza… soprattutto in paesi come l’India, dove un viaggio alternativo può non essere facile da organizzare in solitaria e dove spesso agenzie poco professionali lucrano sui turisti che cercano esperienze autentiche. Le realtà che lavorano come Conscious Journeys a stretto contatto con associazioni, ONG e cooperative puntano invece a far vivere delle esperienze di viaggio uniche e allo stesso tempo solidali con il territorio.

Prima di partire però è necessaria una premessa: viaggiare in India è un’esperienza stupenda, ma che dovete preparare a puntino. Ecco i nostri consigli per non farsi trovare impreparati.

Le basi del viaggio etico, in India come nel resto del mondo

La nostra voglia di migliorare l’approccio al viaggio è nata dal senso di colpa insorto in diverse situazioni durante il nostro percorso indiano. Alberghi gestiti da grandi aziende che sfruttavano i dipendenti, la presa di coscienza della presenza di animali maltrattati, l’accumulo di sportine di plastica e imballaggi che non sai dove smaltire e che, spesa dopo spesa, si ammassano in quel cumulo di immondizia che non verrà certo riciclato ma probabilmente bruciato per strada. L’India è l’emblema di molte di queste situazioni “difficili”: è il settimo Stato per estensione geografica al mondo (3287263km²), il secondo più popolato (con 1335250000 abitanti, secondo un censimento del 2017 considerato in difetto), è poi la seconda entità geografica per diversità culturale, linguistica e genetica. Il paese ha una storia incredibilmente complessa e non sarete certo voi ultimi arrivati dall’Italia a trovarne la chiave di lettura definitiva. L’india vi stupirà e a volte vi apparirà scioccante e vi farà arrabbiare tanto quanto appassionare. Per questo se volete un viaggio davvero perfetto dovrete partire organizzati. Il nostro consiglio è puntare a ottenere un’esperienza appagante non solo nel senso di divertente ma anche dal punto di vista morale.




Ecco quindi le nostre dritte per un turismo il più possibile etico (il segreto è che sono valide per l’India come per la maggior parte dei paesi del mondo):

  • Finanziate le comunità, gli artigiani e i lavoratori locali, individuate situazioni di sfruttamento e non contribuite ad alimentarle di vostra tasca. Quando possibile alloggiate presso le famiglie locali, saltando gli intermediari (cosa conveniente anche per le vostre finanze). Condividete la casa con persone del posto o frequentate alberghi a gestione locale. Questo aiuta il sostentamento delle comunità ed è sempre e comunque un ottimo modo per avvicinarsi alle persone delle quali si vuole conoscere la cultura. Ci sono poi spesso strutture organizzate proprio per sostenere alcune fasce particolarmente vulnerabili della popolazione che sono sempre un’ottima scelta, spesso anche in termini di qualità. Volete comprare dei souvenir? Esistono botteghe ecosolidali e associazioni che si occupano di riqualificare e sostenere le categorie più in difficoltà del paese, molte sono strutture di empowerment femminile altre vengono gestite da minoranze che puntano all’autosostenimento  di gruppi etnici /religiosi emarginati;
  • Fate si che il vostro itinerario tocchi i piccoli villaggi e le piccole comunità per assicurarvi di entrare in contatto diretto con gli abitanti delle zone rurali, spesso molto più disponibili alla condivisione delle proprie tradizioni. Nelle grandi città invece organizzate visite presso le ONG e le associazioni culturali ed umanitarie che sono molto impegnate nella consapevolizzazione del turista di passaggio che dimostra un interesse concreto nei confronti del loro lavoro. Se volete visitare le comunità tribali fatelo solo con la guida di associazioni affidabili: sappiate che spesso anche queste esperienze nascondono situazioni di sfruttamento non troppo diverse da quelle che avvengono con gli animali in cattività;
  • Cercate di comprendere e rispettare la diversità. Cosa si viaggia a fare se non per imbattersi in qualcosa di nuovo e stupirsi? Ecco a volte capire una società diversa dalla nostra e i suoi meccanismi è difficile e ci viene spontaneo giudicare o fare le cose a modo nostro. A guidarci in questi casi è lo shock culturale che ci rende ciechi davanti a dinamiche che sentiamo lontane e inaccettabili. Provare a documentarvi sulla sua storia e i suoi costumi locali perché approfondire e a confrontarci con quello che ci sembra troppo diverso è il primo passo per muoversi nel modo giusto senza offendere culture millenarie quanto la nostra (e che come la nostra hanno pregi e difetti);
  • Non finanziate o pubblicizzate in alcun modo organizzazioni, strutture, individui che guadagnano dallo sfruttamento di animali. Avete presente la famigerata cavalcata degli elefanti? Gli zoo? Le foto con animali in catena? Questi luoghi avranno anche un retaggio tradizionale oltre che commerciale, ma se la richiesta cessasse diventerebbero pratiche desuete e smetterebbero di esistere. Volete vedere gli animali esotici? Fate ricerca e rivolgetevi a chi organizza tour nei parchi naturali, dove gli animali sono veramente tutelati e non sfruttati;
  • Vivete ogni giornata in modo ecosostenibile nel nostro caso cerchiamo sempre di limitare il più possibile l’accumulo di plastica (comprese bottiglie e imballaggi), utilizzare sempre prodotti locali, prestare attenzione ai nostri consumi di energia e acqua. Un primo passo facile facile è fare la spesa nei mercati dove in India fanno uno scarsissimo uso di plastica, rifiutate eventuali sacchetti, stoviglie o cannucce non riciclabili offerti dai commercianti. Noi non compriamo mai acqua in bottiglie piccole ma dove possibile acquistiamo acqua filtrata in boccioni da 5 litri o più, che travasiamo nelle borracce oppure utilizziamo borracce filtranti per l’acqua del rubinetto. Una cosa più difficile almeno per noi è rinunciare all’aria condizionata, che usiamo però con moltissima parsimonia lo stesso vale per l’acqua corrente (sprecare acqua è un peccato mortale con la siccità che spesso attanaglia tante zone del paese);
  • Passate parola agli altri viaggiatori che incontrate, ovvero condividete con più persone possibili le vostre scelte etiche e le strategie che adottate mentre siete in viaggio. Allo stesso modo ascoltate i suggerimenti altrui e fatevi consigliare da chi vi può aiutare a fare scelte ed esperienze etiche, ecologiche, consapevoli e sostenibili per la vostra esperienza indiana.