viaggio estremo * dormire all’aperto * couchsurfing

Abbiamo conosciuto Marcel Dobrocky grazie al sito www.couchsurfing.com: non è potuto essere nostro ospite perché eravamo in Corea del Sud in quel momento. Ma abbiamo comunque voluto conoscerlo meglio attraverso questa intervista: il suo modo di viaggiare è sicuramente originale ed estremo, ma può insegnarci tante cose.

Per prima cosa presentati ai nostri lettori: chi sei, cosa fai nella vita?
Ciao a tutti! Sono uno studente di ingegneria slovacco, con tante passioni, che cambiano e mutano nel tempo. Per esempio da adolescente ero fissato con la musica, per con l’elettronica e negli ultimi 3 anni la mia attenzione è tutta sulla bicletta. Trasversalmente ho sempre avuto un impulso, quasi innato, per scoprire il mondo e viaggiare. Ora ho deciso di lasciarmi andare e seguire quella che sento essere la mia strada: viaggiare sulla mia bicicletta alla mia maniera, che magari è un po’ non convenzionale, ma, come si dice, a me piace così!

Ci sono fondamentalmente due modi di girare il mondo in bicicletta: in uno non carichi quasi nulla, dormi in ostelli e alberghi, mangi nei ristoranti o addirittura ingaggi una guida. Nell’altro invece carichi sulla tua bicicletta tutto quello di cui hai bisogno, come attrezzatura da campeggio e quella per cucinare, vestiti per ogni occasione, pezzi di ricambio e chi più ne ha più ne metta.

Avrei potuto viaggiare senza spender soldi

Io ho estremizzato questo secondo modo di viaggiare, provando a ridurre al minimo i costi, ma allo stesso tempo girando con un bagaglio il più leggero possibile. Prima della partenza era prima di tutto necessario semplificare il mio stile di vita: oggi sono vegan, conosco tanti modi per aver cibo gratuitamente, ho smesso di bere caffè e mi sono abituato a dormire sul pavimento, senza un letto o un materasso. In questi mesi di “preparazione” mi son reso conto che avrei potuto viaggiare spendendo niente o quasi. Amo le sfide e volevo fare questo piccolo esperimento: girare il mondo sulla mia bicicletta, senza soldi.

In bici per l'Europa

La bici di Marcel in giro per l’Europa

In bici per l'Europa

La bici di Marcel al Colosseo, Roma

Dove hai viaggiato? Quale è stato il tuo itinerario e quali i ricordi più belli?
Il mio piano era il seguente: andare da Brno, Repubblica Ceca, a Roma, in bicicletta, senza spendere un solo centesimo. Bere un caffè italiano a Roma e tornare a casa, in bici o autobus. Ce l’ho quasi fatta: ho speso 5 euro in 18 giorni di viaggio, il costo di un biglietto del treno (per soli otto minuti!) attraverso un tunnel che attraversava le Alpi in Austria. Purtroppo non c’era altro modo, non potevo attraversarlo in bicicletta. Una volta arrivato a Roma non mi sono accontentato, un caffè non era sufficiente, volevo anche mangiare una pizza! Son quindi ripartito il direzione Napoli, pedalando lungo la costiera amalfitana, attraversando gli appennini, godendomi le strade deserte della Basilicata a poi imboccando la strada per il punto più a sud della Puglia, Santa Maria di Leuca. Una volta arrivato mi potevo ritener soddisfatto e comunque il tempo a mia disposizione iniziava a scarseggiare. Sono risalito quindi in sella e fiancheggiando la costa adriatica sono arrivato a Bologna, dove ho preso un autobus per tornare a casa. In 40 giorni ho pedalato per 4070 chilometri!

I momenti più belli sono probabilmente quelli legati alle prime due settimane di viaggio: mi riferisco alla prima volta che ho ammirato le montagne austriache, o al tempo passato sul confine con la Germania, vicino a Salisburgo dopo aver conosciuto un gruppo di persone stupende. Che dire invece del relax nelle pozze termali naturali in toscana o di quando per la prima volta ho raccolto fichi freschi da un albero per mangiarli? Il sud per me resterà invece per sempre legato agli incontri fatti e al tempo speso con le persone, momenti stupendi nonostante una barriera linguistica a volte insormontabile.

Mi sono divertito molto anche pedalando. In un giorno solo per esempio ho svalicato da Bologna a Firenze, un paio di volti mi sono invece intrufolato in un gruppetto di ciclisti locali, facendo qualche chilometro con loro. Un giorno ho addirittura sfruttato la scia di un’anziana signora che guidava una bici elettrica. Non potrò mai dimenticare come è stato pedalare nel centro di Napoli, in mezzo ad un traffico folle e con la pavimentazione ciottolata che mi ha distrutto le… chiappe!

In Austria e in Puglia la troppa pioggia hanno tentato di rovinare il mio umore… ma tutto sommato non posso certo lamentarmi per qualche difficoltà!

Perché la bicicletta come unico mezzo di trasporto?
Viaggio in bicicletta perché penso che sia l’unico modo di sentirsi assolutamente liberi, per non dover rispettare orari o prenotazioni di biglietti o mezzi di trasporto. Se un posto mi piace posso decidere di passarci più tempo, prendendomela con tanta calma. Altrimenti posso sempre risalire il più velocemente possibile sulla bici e pedalare per 1000 chilometri in una settimana. I ricordi che ho dei viaggi in autobus, qualche anno fa, sono completamente diversi: sulla bicicletta non solo puoi goderti il panorama, ma anche scoprire posticini assolutamente nascosti, che ti saresti invece perso se ti fossi spostato chiuso in un treno. Soffrire un pochino fa parte del gioco, della sfida: quella di allontanarsi dalla propria “comfort zone”. Fino a quando le forze me lo permetteranno non penso che viaggerò diversamente, fatto salvo, magari, per lunghi pellegrinaggi a piedi, per esplorare ancor meglio i miei limiti.

Ogni giorno si butta una grande quantità di cibo

Viaggiando non spendi soldi nel cibo… ma come fai a mangiare?
Uno dei temi che da sempre mi interessano è quello dello spreco di cibo. Ogni giorno i supermercati buttano una quantità inimmaginabile di cibo perfettamente commestibile! Per questo motivo ho deciso che non avrei contribuito a questo spreco: mi son procurato gran parte dei miei pranzi e delle mie cene nei cassonetti fuori dai supermercati, trovando confezioni vicine alla scadenza o prodotti con difetti di confezionamento. In Italia ed Austria, nonostante nuove regole stringenti in merito all’obbligo di donare cibo non vendibile ad associazioni che aiutano chi ha bisogno, si spreca ancora tantissimo. In ogni caso non ho mai sofferto la fame e mangiare a sufficienza, e bene, non è mai stato un problema: nonostante una media di 5 ore sulla bicicletta non ho perso un grammo del mio peso iniziale. In Austria addirittura mi sono potuto permettere il lusso di non mangiare prodotti non vegan o biologici o qualcosa che non fosse molto, molto goloso! Il mio primo assaggio di pizza italiana è stato da avanzi che ho recuperato da un cartone lasciato in giro per Napoli! E la succosa frutta che raccoglievo ai bordi delle strade? Il problema non era certo mangiare abbastanza quanto invece non abbuffarsi con le tante cose buonissime in cui mi imbattevo.

In bici per l'Europa

Mangiare cibo che altrimenti andrebbe sprecato

Viaggi minimal anche dal punto di vista degli alberghi… vale a dire: non li utilizzi. Dove dormi quindi?
Non ho speso un soldo neanche per dormire! Inizialmente pensavo che avrei dormito sempre all’addiaccio, poi ho scoperto siti come Warmshowers e Couchsurfing, attraverso i quali si può richiedere ospitalità agli altri iscritti. In questo modo ho conosciuto persone dolcissime, che spero davvero di poter ospitare qualche giorno a Brno, per poter ricambiare i tanti favori ricevuti. Tante notti ho dormito sotto le stelle… ma intendo letteralmente sotto le stelle, visto che non ho portato una tenda, ma solo il classico sacco a pelo “a lombrico”, dentro il quale sistemarmi. Non ci saranno i comfort dell’hotel, ma esiste un modo migliore per godersi le tiepide notti estive?

In bici per l'Europa

Quando si dice: viaggiare leggeri

La domanda finale racchiude tutte le altre: perché viaggiare?
Sono una persona molto introversa che ama più osservare le cose e le persone piuttosto che stare al centro dell’attenzione. E guardare sempre la stessa cosa a volte può risultare noioso, per questo amo così tanto vedere posti nuovi. Viaggiare non solo ti insegna tante cose nuove, ma ti cambia: conoscere quello che prima ignoravi ti dà la possibilità di veder la vita da una prospettiva sempre diversa. Mi piace pensare che durante i miei viaggi ho arricchito le persone con cui sono entrato in contatto e comunque ho fatto qualcosa per cambiare, anche solo di poco, la società.

In bocca al lupo per i vostri prossimi viaggi e a presto ragazzi!

Share: