kamasutra * arte erotica * raneh waterfalls

C’è una città in Madhya Pradesh, India centrale, che è giustamente inserita in gran parte degli itinerari che toccano i vicini Uttar Pradesh e Rajasthan: è Khajuraho che all’ombra di un paese all’apparenza anonimo nasconde enormi e antichissimi templi di architettura nagara costellati di sculture che riprendo elementi del kamasutra e di ispirazione chiaramente erotica, con pochissimi eguali in India. Se vi state chiedendo cosa vedere a Khajuraho siete nel posto giusto.

Dopo questa premessa molti backpacker storceranno il naso perché eccessivamente allergici a mete che reputano troppo turistiche. Ma se per un pregiudizio doveste evitare Khajuraho potreste pentirvene sul serio. Nel nostro ultimo viaggio in India che in 5 mesi è partito dal profondo sud del Tamil Nadu ed è arrivato nelle montagne pre-himalayane vicino a Rishikesh di templi ne abbiamo visti tanti, ma mai così originali come quelli della cittadina vicina al confine con l’Uttar Pradesh. Khajuraho è un unicum in tutto il paese, quindi abbandonate ogni paranoia e passateci qualche giorno. Tanto più che i turisti, come spesso accade, arrivano con gli autobus privati, vedono le attrazioni principali e scappano senza lasciare traccia. Certo, venditori ambulanti e tuk-tukers da queste parti sanno essere abbastanza pressanti, ma mai come in Rajasthan, che in quanto ad assalti agli occidentali è patria indiscussa.

Di cosa parliamo in questo articolo:

I templi di Khajuraho, che si dividono in gruppo ovest, est e sud sono costruiti seguendo i dettami dell’architettura nagara, tipica dei secoli che vanno dal VII al XIV e tipici dell’India centrale e del nord. Sono caratterizzati da una pianta quadrata, dalla cui base per ogni lato partono una serie di torri che se viste dall’alto conferiscono al tempio una forma a croce. Queste torri hanno la particolarità di assottigliarsi dalla base alla punta e allo stesso tempo di arrotondarsi nella sommità. Sono costituiti da una serie di stanze e corridoi che dall’esterno conducono verso il garbhagriha, il santuario interno. I più strutturati e complessi hanno un ardhamandapa, che altro non è che un ingresso, una sorta di portico che conduce al mandapa, ovvero alla stanza iniziale. Da qui si passa alla stanza principale (mahamandapa), che porta al tempietto interno (che contiene statue della divinità) attraverso quello che in Italia chiamiamo disimpegno (antarala). Ma gli artisti che a cavallo tra ‘900 e 1000 hanno lavorato ai templi di Khajuraho li hanno consegnati alla storia per le centinaia di sculture che popolano le mure esterne di ogni edificio: figure di uomini e di donna in atteggiamenti amorosi, quando non esplicitamente sessuali, rappresentano la massima espressione dell’arte erotica indiana. Se volete approfondire su I Mille Orienti trovate un articolo molto interessante.
I fasti di Khajuraho si devono alla dinastia dei Chandelas che ha dominato l’area tra il X e il XV secolo, costruendo ben 85 templi. Una piccola parte di questi, appena 25, sono visibili oggi.

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Cosa vedere a Khajuraho – Particolare delle sculture

Ma questa polverosa cittadina offre molto di più dei suoi splendidi templi ai turisti che avranno l’ardore di fare più del solito mordi e fuggi che consente di visitare solo le principali attrazioni e poco, pochissimo altro.

Quanti giorni dedicare alla vista di Khajuraho, India

Per vivere realmente il paese consigliamo di non passare meno di 3 giorni in città. Potrete dedicare il primo giorno alla visita del gruppo di templi sud e est, il secondo alla parte ovest e il terzo alla visita al parco delle Raneh Waterfalls. Perché vi consigliamo di partire dal gruppo sud ed est e di spostare solo successivamente a quello ovest? Perché quest’ultimo è il più spettacolare e il meglio conservato: meglio quindi arrivarci per gradi, altrimenti i primi due verrebbero letteralmente surclassati dalla magnificenza del terzo. In tre giorni potete prendere tutto con grande calma, dedicandovi nei ritagli di tempo alla scoperta della cittadina che fatto salvo per un paio di strade commerciali nasconde angoli inaspettati. Se avete pochissimo tempo e dovete per forza di cose fare toccata e fuga dedicatevi solamente al gruppo ovest dei templi.

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La struttura di un tempio nagara – Fonte

Dove dormire a Khajuraho

Khajuraho data la sua vocazione turistica ha un’ampia offerta di sistemazioni per la notte, adatte a tutte le esigenze e tasche. Coloro che dispongono di budget più alti, e magari anche di auto con autista, scelgono spesso di pernottare diversi chilometri fuori dalla cittadina in resort lusso. Non vi consiglieremo questi alloggi, troppo lontani dalle nostre corde e decisamente scomodi per chi ha poco tempo da dedicare alla visita della città e viaggia con mezzi pubblici.

Prem Home-Stay

Questo alloggio è la risposta al quesito: “perché avevamo preventivato ti stare 5 giorni a Khajuraho e invece siamo rimasti due settimane”. Per chi viaggia lowbudget (camere doppie a partire da 8 euro a notte) questa è la soluzione migliore in assoluto: non cercate alloggi dove risparmiare un paio di euro e dirigetevi qui. Situato nel villaggio rurale adiacente (si veda descrizione qualche paragrafo sotto) alla cittadina vera e propria, il Prem Home-Stay è un’oasi di pace. Oltre a camere perfettamente pulite e grandi godrete di un bellissimo giardino interno, spazi comuni all’aperto, il tutto circondato da muri alti che vi isolano dalla confusione tipica dell’India… anche se non ce ne sarebbe bisogno perché la sua location, distante un paio di chilometri dalla strada principale è già quieta e rilassante. Una cucina perfettamente attrezzata a vostra disposizione e il proprietario super disponibile e mai invadente fanno il resto. Questa sistemazione è l’ideale anche per chi viaggia con un budget più alto in quanto i servizi sono impeccabili. PRENOTA ORA!

Khajuraho Homestay

In assoluto la soluzione più economica in città: posti letto in dormitorio a partire da 3 euro a notte non se ne vedono in giro da molto, moltissimo tempo. Considerando inoltre che non si tratta del solito lodge sporco e maleodorante, ma di un alloggio abituato ad avere ospiti internazionali tutto l’anno. Chi cerca di risparmiare fino all’ultimo centesimo non dovrebbe cercare oltre. PRENOTA ORA!


Paradise Luxury Homestay

Considerando che, come già sottolineato, gran parte degli hotel di ottima categoria sono fuori città, questo è uno dei migliori compromessi per chi non vuole rinunciare alla qualità e allo stesso tempo dormire a pochi passi da gruppo ovest dei templi. Tutte e camere dispongono di aria condizionata, vasca da bagno (e non solo doccia… un lusso per noi!), terrazzino e wifi funzionante. Si trovano molto spesso offerte a partire da 24 euro per una camera doppia a notte… colazione compresa! PRENOTA ORA

Cosa vedere a Khajuraho, India

Volete una visita guidata ai templi di Khajuraho? Non vi preoccupate, da queste parti sono organizzatissimi e anche se non parlate inglese potete trovarne più di una con un ottimo livello di italiano. Non fatevi però abbindolare dalle guide non autorizzate e rivolgetevi direttamente alla biglietteria e al chiosco turistico di fronte per ingaggiarne una. I prezzi sono esposti e fissi, quindi non pagate più di quanto pubblicato nei cartelloni all’ingresso. Una guida per tutto il giorno, da dividere fino a 5 persone, non dovrebbe costarvi più di 1800 rupie, circa 25 euro.

Templi di Kharajuraho – Gruppo sud

Come già consigliato, la nostra visita ideale a Khajuraho parte proprio dal gruppo sud di templi, meno spettacolare rispetto all’ovest, con la possibilità quindi di andare in crescendo. Questa zona, insieme al gruppo est, si trova a 4-5 chilometri fuori dal centro e i suoi templi sono parecchio distanti l’uno dall’altro. Avete quindi tre soluzioni: farvi accompagnare da un tuk-tuk, con cui dovrete fare un contratto giornaliero (o meglio mezza giornata, tempo sufficiente a vedere tutto). Non dovrebbe chiedervi più di 400 rupie. Se invece volete essere liberi potreste noleggiare un motorino o una bicicletta se avete buone gambe: in città c’è un solo negozio dove è possibile affittare motorini (vedi mappa) e il prezzo è poco contrattabile: 350-400 rupie al giorno, a cui si deve aggiungere la benzina. Le bicliclette le trovate un po’ ovunque a partire da 50-70 rupie al giorno. Chi ha poco tempo si affidi al motorino: guidare a Khajuraho e dintorni è facilissimo, il traffico è davvero quasi inesistente. L’ingresso ai templi della zona sud (a novembre 2017) è gratuito.

Il tempio che vi consigliamo di visitare per primo è il solitario Chatarbhuja Temple, completamente disperso in mezzo alla campagna indiana si erge alto, fiero e perfettamente conservato. Iniziate a prendere confidenza non tanto con la forma dei templi di Khajuraho, che non molto diversa da quella degli altri in India centrale, ma soprattutto con la miriade di statue che ne adornano le pareti. Il santuario interno racchiude una statua che ha la testa di Shiva, il corpo di Vishnu e le gambe di Krishna. Il vicino Bijamandala Temple è consigliato solo a chi ha tempo: è infatti poco più di un ammasso di rovine, che si erge sulla collinetta da dove si può ammirare la zona circostante, fatta di contadini, mucche e poco altro. Di tutt’altro tenore è invece il Duladeo Temple, splendidamente inserito in un giardino curatissimo con un vialetto che ne esalta la verticalità. Dedicato a Shiva e costruito il epoca relativamente recente rispetto agli altri (XII secolo), per i puristi è un tempio minore a causa dell’eccessiva ripetitività delle sculture esterne.

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Cosa vedere a Khajuraho – Duladeo Temple

Templi di Kharajuraho – Gruppo est

La visita dei templi del gruppo sud è solo il riscaldamento, è adesso che si inizia a fare sul serio. Visitate prima la zona dei templi jainisti che a livello architettonico non differiscono comunque molto rispetto ai templi indù dello stesso periodo costruiti in città. Il complesso dei tre principali templi jainisti è racchiuso in alte mura bianche, che vi condurranno immediatamente al Shanti Nath Temple, una struttura moderna che nasconde però piccoli templi e costruzioni più antiche. Accanto ad esso il Parshvanatha Temple , costruito a metà del X secolo, è diventato celebre per custodire alcuni dei più incredibili esempi della scultura dell’epoca (e della zona!), non tanto per eccessi di erotismo ma per perfezione nulla fattura. L’adiacente Adinath Temple è conosciuto in tutto il mondo per racchiudere uno dei rarissimi esempi di Magic Square con 4 righe e 4 colonne in India. Si tratta di quadrati numerici la cui somma dei numeri disposti in verticale, orizzontale e diagonale è sempre uguale. Erano usati in tantissimi modi, sia per rituali religiosi, ma anche per veicoloare la conoscenza della matematica o per tramandare tradizioni o ricette. Qui un bell’approfondimento in inglese. Dell’ultimo tempio jainista del gruppo est (fuori dalle mura che proteggono gli altri tre), il Ghantai Temple non rimane che la struttura esterna.
Continuando il giro del gruppo est arrivate al Bhrama Temple, probabilmente il pù anonimo tra tutti quelli che potrete ammirare a Khajuraho, relegato in un angolo senza arte né parte: è comunque trai più antichi della zona, ed è dedicato a Visnhu, a dispetto del nome che potrebbe far pensare ad altro. Il Javari Temple è sicuramente il nostro preferito: la sua bellezza prorompente esplode in uno scenario comune in India ma che ne amplifica la perfezione. È circondato da campi non curati in cui brucano bufali, mucche e in cui le scimmie la fanno da padrone. In mezzo a tutto questo la torreggiante struttura del tempio, incorniciata dalle montagne sullo sfondo, crea un cortocircuito che resterete ad ammirare a lungo. l’ultimo tempio del gruppo est è il Vamana Temple, decisamente più tozzo rispetto agli altri, come se lo slancio verso l’alto dei suoi colleghi fosse stato fermato sul nascere: non manca solo di altezza, ma anche della dolce grazie che caratterizza il resto delle strutture di Khajuraho. Le sculture degli elefanti che fuoriescono prepotenti dagli angoli superiori contribuiscono a rendere il tempio Vamana un unicum in città.
L’ingresso ai templi della zona est (a novembre 2017) è gratuito.

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Cosa vedere a Khajuraho – Templi gruppo est, dispersi nella campagna

Templi di Kharajuraho – Gruppo ovest

Il tempismo per una visita al gruppo ovest dei templi di Khajuraho è fondamentale. Considerate che molti gruppi che girano l’India in autobus arrivano in città dopo essere partiti di mattina molto presto da un’altra tappa; questo significa che entreranno  nel complesso prima delle 10,30. Allo stesso tempo si rimetteranno in autobus, presi dalla voglia di vedere il più possibile nei dieci giorni a loro disposizione, non dopo le 16. Se a questo aggiungete che la luce migliore per vedere le sculture di ispirazione erotica che ricoprono le strutture è quella dell’alba o del tramonto, capirete quanto è importante arrivare o la mattina prestissimo (apertura alle 7) o un paio di ore prima che cali il sole.
La prima cosa che noterete è l’estrema cura con cui è tenuto il giardino che ospita questa parte dei templi, soprattutto in paragone all’incuria che caratterizza gran parte dei siti dei gruppi est e sud. Appena entrati fermatevi un attimo ad ammirare il colpo d’occhio sul totale degli edifici che vi si para davanti: per quanto da sotto ogni tempio potrete apprezzare quanto siano curate le statue e perfette le strutture, niente vi appagherà più di vedere le torri di Khajuraho che si protendono verso il cielo come facessero parte di uno skyline ante litteram.
I templi del gruppo ovest sono tra i più imponenti dei dintorni, nonché quelli meglio conservati: sono stati costruiti tra il ‘900 e il 1000 con sabbia arenaria e non con granito, come spesso accade nei templi indiani. Considerate almeno tre ore per passare dal Lakshmana Temple al Kandariya-Mahadev (il più grande della città), non perdendovi il Chitragupta che, largamente ricostruito perché ritrovato in pessime condizioni, è uno dei pochi dell’intera India dedicato a Surya, il Dio del Sole. Laparte centrale del gruppo ovest comprende poi tante altre grandi e piccole strutture, ospitate da un grande parco in cui l’eventuale folla di turisti si diluisce non creando calca ed eccessiva ressa. Potreste poi concludere la vostra visita uscendo dal complesso e dirigendovi prima al Matangesvara Temple, confinante con la recinzione di sinistra (guardando l’ingresso), l’unico di quelli fatti costruire dalla dinastia Chandelas ancora in uso oggi; se non siete ancora sazi andate poi verso il villaggio rurale (non quello turistico e sconsigliato, vedi descrizione), che nasconde il Chausath Yogini e il Lalguan Mahadev Temple, lasciati decisamente a loro stessi, in condizioni poco edificanti.
L’ingresso ai templi del gruppo ovest costa 500 rupie a testa.

Raneh Falls & Panna National Park

Vi abbiamo consigliato di dedicare tre giorni a Khajuraho e dintorni. dopo i primi due spesi tra tutti i templi della zona, il terzo potreste dedicarlo alla natura. La gita più popolare da queste parti è quella alle cascate Raneh, che si trovano nella primissima parte del Panna National Park. Partite la mattina molto presto a bordo di un tuk-tuk o di un taxi privato (sono 25 chilometri, andata e 25 ritorno e vi costeranno tra le 600 e le 1000 rupie) e raggiungete la biglietteria: l’ingresso costa circa due euro a testa, comprensivo di guida obbligatoria (a cui poi sarebbe il caso di dare una la mancia se vi ha soddisfatto, basteranno 50 rupie). Appena entrati nel parco la vostra guida inizierà a cercare gli animali, assolutamente liberi e selvaggi, che lo popolano. Non pensate ad un safari, quanto piuttosto alla possibilità di vedere da molto vicino (e spendendo pochissimo) una grande quantità di animali: il nostro viaggio ci ha regalato tante antilopi, infiniti cervi, una iena e incalcolabili famiglie di scimmie, facoceri e tanto altro. La prima tappa all’interno del parco è all’interno del canyon dove scorre il Ken River: oltre all’incredibile panorama potrete vedere da lontano (vi servirà il binocolo della guida) i coccodrilli che cacciano o riposano nel loro habitat naturale. È adesso il momento di andare alla Raneh Falls, un altro angolo del lungo canyon che costeggia il parco: una volta arrivati davanti a voi si parerà un muro d’acqua che scende verso il fiume, in un panorama ad oltre 180°. Noi ci siamo andati in un momento di secca in cui le cascate non c’erano… allora perché perdere tempo? Sembrerà assurdo ma la zona delle waterfalls enz’acqua è ancora più bella e affascinante perché scopre il vulcano ormai spento da centinaia di anni che ha dato vita a una parte di questo paradiso. Avrete quindi la possibilità di ammirare i caleidoscopio di colori che formano la parete rocciosa, tra colate laviche e parti ricche di minerali. In definitiva arrivate a Kharjuraho nella stagione lontana dai monsoni non vi fate intimidire da chi vi dice di non andare alle cascate perché prive di acqua!
Come detto le Raneh Falls sono all’interno della prima parte del Panna National Park, dove è possibile prendere parte a dei veri e propri safari per vedere tigri e leopardi. Ovviamente in questo caso i prezzi salgono: non siamo grandi amanti dei safari, quindi l’unica cosa che possiamo fare è lasciarvi il link al sito ufficiale del parco.

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Cosa vedere a Khajurao – Lo spettacolo delle Raneh Waterfalls senza acqua

Old Village – Villaggio rurale

Una volta arrivati ai templi del gruppo est verrete avvicinati da guide turistiche improvvisate che vi proporranno un giro in un autentico vecchio villaggio rurale indiano, come se l’India rurale non esistesse più. In pratica visto che molto spesso il turismo di massa si sposta da un’attrazione all’altra senza fermarsi nelle campagne i furbi abitanti di Khajuraho sfruttano la parte vecchia della città a scopo turistico. Vi diranno che solo lì sopravvivono le caste e che è possibile andare a vedere scuole e case private. Ora: se avete girato un po’ in India di villaggi come questi ne avrete visti a centinaia e probabilmente gli abitanti vi avranno invitato più di una volta a mangiare e bere un tè per il solo piacere della vostra compagnia. Il nostro consiglio è: non fatevi abbindolare, questo old village non ha niente di diverso da tanti altri che potrete vedere gratuitamente. Volete comunque vedere un piccolo villaggio a Khajuraho? Nessun problema: a poche centinaia di metri del gruppo ovest dei templi c’è un quartiere vecchio, un po’ malandato, ma decisamente autentico, dove vivono in gran parte contadini. Qui non ci sono costi di ingresso, non dovrete pagare guide e verrete accolti a braccia aperte. Volete qualcosa di più? Allora prenotate al Prem Home-Stay, come consigliato sopra, che si trova proprio dentro questo villaggetto e sperimenterete per qualche giorno la vita dell’India rurale. Sulla mappa trovate indicati i due villaggi con scritto consigliato non consigliato.

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Cosa vedere a Khajuraho – Chatarbhuja Temple

Museo Archeologico di Khajuraho

Se dopo aver visto tutti i templi e aver esaminato ogni singola scultura a tema kamasutra avete ancora voglia di approfondire l’arte erotica indiana potete rifugiarvi al museo archeologico di Khajuraho che ospita più di 3000 tra statue e altri reperti. Consigliamo la visita solo ai completisti. Sito ufficiale del museo.

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Cosa vedere a Khajuraho – Colpo d’occhio sul gruppo ovest

Come arrivare a Khajuraho

Da quando a Khajuraho hanno potenziato il numero di treni in partenza e in arrivo a soffrirne è stato il sistema degli autobus. Vale a dire: da Khajuraho partono pochi bus e ne arrivano ancora meno. Affidatevi quindi al treno. Molti viaggiatori che arrivano in città lo fanno seguendo un itinerario che parte da Agra, in Uttar Pradesh, passa per Gwalior e Orchha e arriva a Khajuraho. Da qui poi in molti proseguono per Varanasi, mentre pochi vanno verso l’est del Madhya Pradesh, passando per Bhopal e arrivando poi alla città sacra di Ujjain. Bisogna prestare attenzione alla prenotazione dei treni perché spesso le partenze (e gli arrivi) da Khajuraho non sono giornaliere e quindi si rischia di non trovare posto: per andare a Varanasi, per esempio, ci sono solo tre corse settimanali. Tenetevi aggiornati sul sito delle Indian Railways.
La stazione di Khajuraho dista circa una decina di chilometri dal centro città, ma a qualunque ora del giorno e della notte arriviate troverete ad aspettarvi tuk-tuk che per 200/300 rupie vi porteranno al vostro albergo.
Chi ha fretta e un budget più elevato può andare e venire in aereo, sfruttando il piccolo aeroporto di Khajuraho dove atterrano alcune compagnie low cost indiane.

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Cosa vedere a Khajuraho – Parte del gruppo ovest





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