dev diwali * jyortilinga * burning ghat * samsara

Difficile parlare di Varanasi senza dire banalità: chiunque abbia interesse per l’India sa quanto sia importante questa città sacra che sorge sulle rive del Gange. I riti funerari che vi si svolgono (si bruciano i corpi dei defunti che in questo modo esauriscono il ciclo delle reincarnazioni) sono diventati uno dei simboli del paese. Molti viaggiatori commettono però un errore: inseriscono, giocoforza, Varanasi all’interno del loro viaggio in India, anche se la coerenza del percorso non lo prevederebbe.

Lo sappiamo che questa affermazione suona come una provocazione, ma lasciateci spiegare. Amiamo Varanasi, ne siamo affascinati come tutti, ma nel corso degli anni abbiamo visto backpacker fare 20-30 ore di viaggio per raggiungerla quando si trovavano dall’altra parte del paese. L’India è così grande che per godersi un viaggio è necessario operare delle scelte e rispettarle. Visto che il primo approccio con il subcontinente indiano è solitamente il Rajasthan, perché inserire forzatamente Varanasi in un percorso che prevede Pushakar, Udaipur, Jaipur e compagnia? Chi ha i giorni contati deve in questo modo rinunciare a tanto altro solo perché qualcuno ha eletto la città dell’Uttar Pradesh a meta imperdibile. Non vi preoccupate: tutta l’India è incredibile, stupenda, affascinante, non correte alla ricerca di qualcosa che, un riuscito marketing turistico vi ha inculcato nel cervello. In pratica: se state visitando l’Uttar Pradesh o la parte est del Madhya Pradesh inserite Varanasi nel vostro tour, altrimenti fatene a meno.


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NON PARTITE SENZA LA GUIDA LONELY PLANET DELL’INDIA

SHANTARAM: probabilmente il libro più bello di sempre ambientato in India. L’autobiografia (romanzata) di un fuggitivo australiano che si rifugia a Mumbai, tra malavita, prostituzione e impegno sociale.

Altra premessa importante: Varanasi non è solo i ghat e i riti che vi si celebrano. Se avete poco tempo (molti ci stanno meno di una giornata), ancora una volta, evitatela. Varanasi va esplorata con calma per essere amata. Peccato che tante guide e siti internet descrivendo la città facciano solo un lunghissimo elenco dei suoi ghat, descrivendoli uno per uno, e si dimentichino che da vedere c’è anche tanto, tantissimo altro. D’altronde stiamo parlando di una città di oltre 3 milioni di abitanti, mentre spesso se ne leggono descrizioni in cui appare come un piccolo paese dove tutto avviene in riva al Gange.

Cosa Vedere Varanasi Citta Sacra India

Dove dormire a Varanasi

Essendo una delle città più visitate del paese, sia da turisti occidentali che da pellegrini indù, Varanasi è letteralmente costellata di hotel, ostelli e guest-house: state attenti però, perché se la concorrenza ha giovato sui prezzi, lo stesso non ha fatto sulla qualità. La fama di Benares di città più sporca dell’India si riflette anche nei suoi alberghi. Altro fattore da tenere in considerazione è il traffico: negli ultimi dieci anni decine, se non centinaia di migliaia di indiani si sono trasferiti nella città più sacra dell’India facendone di conseguenza anche una di quelle con il traffico più congestionato. Le sue strade, spesso tortuose e sempre dissestate, non sono fatte per smaltire una tale quantità di motorini, macchine, mucche, scimmie e cavalli: evitate con decisione le sistemazioni nella zona nuova della città e prenotate un albergo nella zona dei ghat, meglio ancora se non è proprio affacciato ad essi, ma leggermente defilato, in una posizione più tranquilla.

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Asha Paying Guest-House

La nostra scelta per alloggiare a Varanasi. Un piccolo alberghetto costruito nei piani superiori di una casa privata, che si affaccia su un vicolo molto tranquillo nei pressi dell’Assi Ghat. Le camere nella loro semplicità si sforzano di essere carine, lenzuola pulite e tutto discretamente confortevole. Il terrazzino fuori dalla porta della stanza, wifi funzionante (ogni tanto, il che per Varanasi è già un miracolo) e proprietari molto disponibili fanno di questa guest-house un’ottima scelta in mezzo al marasma di sistemazioni che potete trovare. Costo: 8 euro per una stanza doppia a notte. PRENOTA ORA!

Marigold Guest-House

Non lontano dall’alloggio precedente, questo per prezzi e qualità del servizio è un’ottima alternativa se l’Asha Paying Guest-House fosse pieno. In città si trovano alberghi che costano anche 2-3 euro in meno a notte, ma il nostro consiglio è di evitarli fortemente, anche se viaggiate con budget bassissimi. Varanasi non è il posto dove risparmiare fino all’ultimo centesimo, visti gli standard medi delle sistemazioni. PRENOTA ORA!

OYO Flagship 121 Godowlia

La catena indiana alberghiera OYO ha diversi alberghi in città. Come al solito lo standard è elevato, soprattutto considerato che le camere partono da 18 euro a notte per una doppia. In questo caso, vista l’assoluta centralità (si trova a pochi minuti a piedi dal Dashashwamedh Ghat, le stanze non sono troppo spaziose, ma di contro un’ottima colazione continentale è inclusa nel prezzo. Chi ha un budget superiore ai backpacker ma non vuole dissanguarsi, questa è la soluzione giusta. PRENOTA ORA!

goStops Varanasi

Se il vostro budget si aggira intorno ai 30 euro a camera per notte questa è un’ottima soluzione, sia per location (vicino all’Assi Ghat) che per il comfort delle stanze, tutte pulite e climatizzate. Wifi funzionante e un clima da ostello: il goStops Varanasi infatti dispone anche di camerate: questo non significa per forza caos e confusione, ma chi desidera un allogio intino e riservato potrebbe rivolgersi altrove. Chi invece vuole unire standard alti con la conviviali degli ostelli è nel posto giusto. PRENOTA ORA!

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Cosa vedere e fare a Varanasi

I mille ghat di Varanasi

Come premesso, molti viaggiatori si limitano ad arrivare a visitare i suoi ghat, ovvero le scalinate che portano verso il Gange, su cui si svolge gran parte della vita spirituale (e non solo) della città. In città ci sono 88 ghat e sicuramente la cosa più interessante da fare è percorrerai tutti, dall’inizio alla fine in diversi momenti della giornata. Non vi dovreste far scappare l’alba, quando gli acchiappa turisti ancora non sono al lavoro e sugli scalini ci sono solo coloro che iniziano la giornata con una preghiera e un bagno purificatore. Ovviamente l’altro momento interessante è il tramonto, specialmente per il Ganga Aarti (vedi paragrafo successivo) che si svolge ogni sera. Il ghat che ha reso celebre Varanasi è il Manikarnika Ghat, detto anche volgarmente Burning Ghat, ovvero quello in cui vengono cremati i corpi di quasi 30.000 persone ogni anno. Per gli indù infatti essere cremati in questo esatto punto è l’unico modo per concludere il ciclo delle rinascite raggiungendo quindi il Mokṣa (la liberazione) e uscendo quindi dal Saṃsāra. Ci sono altri due ghat di cremazione, uno più piccolino e l’altro con forni elettrici. Qui non si possono fare fotografie: per quanto affascinante e lontano da qualsiasi cosa abbiate mai visto, ricordate che è un luogo di sofferenza per i parenti (solo uomini ammessi a vegliare la cremazione) del defunto.

Non stiamo a farvi la lista dei ghat più importanti e scenografici, ma vi rimandiamo all’ottimo Path Is My Goal che ne ha selezionati 20 di imperdibili. Ci limitiamo a dire che il nostro preferito è senza dubbio lo Scindias (adiacente al Burning Ghat) davanti al quale giace un Tempio di Shiva storto e parzialmente sommerso. Il fascino dei ghat non finisce guardando nella direzione del Gange: i palazzi che si affacciano sul fiume sono altrettanto interessanti, tanto decrepiti quanto vari per architettura e ornamenti. I graffiti a tema che colorano le mura che costeggiano le scalinate sono un ulteriore tocco particolare in questo ambiente fatto di fedeli, turisti, venditori ambulanti e sadhu. A proposito di sadhu, ovvero asceti, mendicanti che dedicano la loro intera vita alla religine, a Varanasi (soprattutto alla mattina molto presto) potrete incontrare gli Aghori, detti anche Black Sadhu. Non potete non riconoscerli perché indossano solo abiti neri e hanno spesso la pelle interamente ricoperta da cenere. Le pratiche di queste figure sono decisamente estreme e sfociano nel cannibalismo: alcuni di essi si nutrono infatti dei resti dei cadaveri bruciati nei Burning Ghat, non prima di aver fatto abbondante uso di droghe psicotrope. Questo è un articolomolto interessante sugli Aghori.

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Ganga Aarti di Varanasi

Ogni sera in tre città sacre dell’India (Varanasi, Rishikesh e Haridwar) si svolge la Ganga Aarti, un rituale di ringraziamento alla Dea Madre Ganga, ovvero al fiume più sacro di tutto il paese. Il tutto inizia intorno all’ora del tramonto sul Dashashwamedh Ghat, uno dei più importanti di tutta la città. 12 giovani pandit, in piedi sopra un piccolo piedistallo, danno vita ad una cerimonia altamente spettacolare, per gli occhi e per le orecchie: grandi lampade infuocate vengono roteate al suono di campane, mentre i fedeli indiani si radunano in preghiera. Il ghat inizierà a riempirsi già da un’ora prima della Ganga Aarti, quindi se volete assicurarvi un posto in prima fila dovrete arrivare molto presto. Il nostro consiglio è quello di godervi in rituale principale e poi passeggiare per gli altri ghat: in alcuni di essi infatti si svolgono cerimonie minori, molto raccolte ma non per questo meno affascinanti.

Kashi Vishwanath Temple –  Golden Temple

Varanasi per i fedeli indù non solo è la città più sacra dell’India perché qui gli Dei sono scesi a bagnarsi sul Gange, ma anche perché nel tempio Vishwanath è contenuto uno dei 12 jyortilinga (statue nere dalla forma fallica che rappresentano la manifestazione più alta di Shiva). I templi che li ospitano sono tanto frequentati quanto spaziosi e solitamente organizzati per accogliere migliaia e migliaia di pellegrini. A Varanasi succede l’opposto: il Kashi Vishwanath Temple si trova infatti nel bel mezzo della città vecchia, in assoluto una delle più claustrofobiche di tutta l’India: i suoi vicoli sono strettissimi, i negozi che vi si affacciano spesso coprono quasi tutta la carreggiata e tra scimmie, mucche e una gran folla è difficile districarsi. Il Golden Temple (nome non ufficiale dovuto alla sua cupola d’oro finemente lavorata con motivi floreali) sembra più un tempietto di quartiere: così raccolto e perfettamente incastrato tra le antiche case che lo circondano, si fa spazio a forza nell’intrico di vicoletti, impossibilitato a prendersi gli spazi che necessiterebbe. Perché ogni giorno sono migliaia i fedeli che lo visitano e, costretti a spazi strettissimi, creano un effetto di frenzy mistica amplificato all’ennesima potenza. Gli stranieri possono entrare solo dalla porta n.2, dove verranno controllati da cima a fondo. Avrete bisogno del vostro passaporto per entrare e non potete portare con voi né macchine fotografiche né cellulari. Lasciate tutto nei lockers nei dintorni, preoccupandovi di pagare non più di 20 rupie.

Fare shopping a Varanasi

Avete presente tutti quei negozi etnici strapieni di collane, sete, sciarpe e gioielli indiani? Dove si comprano tutti questi oggetti? Beh, se pensate di farne incetta in posti poco turistici e quindi di pagarli niente vi state sbagliando di grosso. Nei mercati delle città aliene al turismo di massa troverete solo cose poco adatte ai gusti occidentali. Possiamo scommetterci. Quello che arriva in Europa per la maggior parte è una rivisitazione di quello che amano le donne indiane. Per trovare qualcosa che vi piaccia davvero dovrete quindi affidarvi alle zone più turistiche: se state cercando di placare la vostra sete di shopping Varanasi è il posto che fa per voi. Questo discorso non deve assolutamente spaventarvi, in quanto i prezzi sono davvero invitanti, causa concorrenza spietata. La zona migliore per fare acquisti è il grande mercato intorno al Golden Temple: ci arriverete in pochissimi minuti addentrandovi all’interno da una delle strade che si allontanano dal Dashashwamedh Ghat o dl Manmandir Ghat. Non crediate però di essere in un posto ad uso e consumo dei turisti: qui locali e viaggiatori sgomitano tra le bancarelle per aggiudicarsi i pezzi migliori.

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Man Singh Observatory – Osservatorio Astronomico Man Singh

Tra tutti i ghat cercate il Man Mandir Ghat, perché nasconde una sorpresa molto interessante, ovvero un osservatorio astronomico costruito all’interno del Man Mahal, ovvero il palazzo che sovrasta il ghat, intorno al 1737. A volerlo è stato Raja Rai Sing II, un importante maharaja indiano, fondatore della città di Jaipur e grande appassionato ed esperto di astronomia. Uno dei suoi capolavori, tra tutti gli osservatori astronomici che ha costruito in giro per il paese, è sicuramente il Vedha Shala, nella città sacra di Ujjain, in Madhya Pradesh. L’ingresso all’osservatorio Man Singh è guardando il Man Mandir Ghat sulla sinistra: salite le scalette, pagate 200 rupie di biglietto e vi troverete davanti ad un spettacolo che vi sembrerà assurdo: a cavallo tra il 1600 e il 1700 infatti per misurare la distanza delle stelle, per calcolare l’ora, per trovare i corpi celesti e per tanto altro, si utilizzavano bizzarre costruzioni, enormi meridiane e giganteschi quadranti in cui l’ombra del sole restituiva risultati impensabili per noi abituati a pensare all’astronomia come qualcosa che necessita di telescopi ipertecnologici. L’osservatorio è aperto fino al tramonto, ma se volete provare a capire qualcosa di questo complesso sistema vi consigliamo di arrivare quando il sole è ancora alto.

Ramnagar Fort

Il Ramnagar Fort è sulla sponda opposta del Gange rispetto ai ghat, in un quartiere periferico di Varanasi. Lo vedrete, stando sui ghat, volgendo lo sguardo alla vostra estrema sinistra, guardando il Gange. In lontananza scorgerete un ponte e nei giorni in cui il cielo è limpido riuscirete a scorgere il forte. Vi sembrerà tanto vicino che per arrivarci è sufficiente una camminata: vi sconsigliamo di farlo, perché dai ghat non ci si arriva, dovrete tagliare e allungare parecchio, dall’interno della città. Inoltre attraversare a piedi il ponte che vi porta dall’altra parte della città è pericoloso in quanto il traffico è sostenuto e non c’è marciapiede. Prendete piuttosto un tuk-tuk che vi dovrebbe portare a destinazione con 150 rupie. A metà del ponte chiedete al vostro autista di fermarsi: è da qui che avrete la vista più bella sul Ramnagar Fort, costruito a metà del 1700 in pieno stile Moghul. Il forte contiene un museo (ingresso 200 rupie), davvero strano: al suo interno troverete non solo le costumi e armi (di vari periodi) ma anche una grande collezione di auto americane. Consigliamo la visita solo ai completisti. Tutti gli altri si potrebbero limitare ad entrare nel giardino interno e godersi lo spettacolo delle rovine di una fortezza che se solo fosse meglio mantenuta non avrebbe nulla da invidiare a quelle più celebri sparse in India. Una volta usciti dirigetevi verso il Gange, percorrendo le mura a destra (guardando l’ingresso) del forte: attraverserete un improvvisato mercato del pesce e arriverete sulle rive del fiume, proprio sotto alle imperiose torri del Ramnagar Fort. Di qui la costruzione è davvero spettacolare: se il Gange non è in piena dovreste riuscire a circumnavigarlo completamente. Per tornare indietro sfruttate un piccolo trucchetto: visto che la boat ride sul Gange è una tappa obbligata di ogni visita a Varanasi potreste iniziarla proprio da qui. In questo modo vi risparmiereste il costo del trasporto al ritorno, perché sarebbe incluso nella vostra microcrociera sul fiume che inizierebbe al Ramnagar Fort e finirebbe sui ghat.

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Boat ride – Una microcrociera sul Gange

L’esperienza più classica di chi visita Varanasi per qualche giorno è fare una piccola piccola crociera sul Gange. Che significa semplicemente saltare su una delle tante barche e barchette che pullulano sul fiume e costeggiare i ghat, da destra a sinistra, godendo del loro spettacolo da una prospettiva diversa. Solitamente il boat ride dura circa un’ora e altro non fa che navigare lentamente in parallelo alla terraferma. Potrete scegliere tra una barca a remi e una a motore, tra affittare un mezzo solo per voi o condividerlo con altri. I costi sono molto variabili e dipendono da quanto sarete bravi a trattare con il vostro barcaiolo. Considerate che un posto in una barca a motore con altre persone dovrebbe costare tra le 150 e le 200 rupie. Il momento più affascinante per il vostro boat ride è sicuramente l’alba o appena prima del tramonto, ma non disdegnate di godervi la Ganga Arti (vedi paragrafo poco sopra) proprio da in mezzo al Gange.

Moschea Gyanvapi

Questa moschea dal colore della terra che domina su Prachanga Ghat, fu costruita nel XVII secolo dall’imperatore mughal Aurangzeb sul sito di un grande tempio dedicato a Vishnu. La moschea è architettonicamente una miscela di origine islamica e indù, che si staglia massiccia sulle rive del gange. Purtroppo due dei suoi minareti sono stati danneggiati. Infatti dopo che uno dei due è crollato inaspettatamente, uccidendo diverse persone, anche l’altro è stato abbattuto per evitare problemi di stabilità.

Durga Temple, il Tempio delle scimmie

Situato a meno di un chilometro dall’Assi Ghat, anche conosciuto come il tempio delle scimmie, questa costruzione vivace, dipinta di rosso intenso, è molto importante nel panorama religioso indù di Varanasi. Eretto nel XVIII secolo, il tempio accoglie una statua della dea Durga, secondo la leggenda non fabbricata da mani umane ma apparsa miracolosamente per volontà divina al suo interno. Il tempio accoglie ogni giorno centinaia di fedeli che chiedono protezione alla benefica dea, dandole in cambio dolcetti e collane di fiori. Stranamente non abbiamo notato scimmie all’interno del tempio, forse vista la calca di fedeli hanno deciso di migrare in luoghi più tranquilli.

Visitare un Akhada a Varanasi – Kushti (AKA pehlwani) il wrestling indiano

Il kushti pehlwani è una particolare forma di wrestling portato in Asia dai Mughal, l’impero musulmano che ha invaso l’India a partire dal 1500. Scordatevi il wrestling di estrazione americana, con costumi vistosi e mosse ultraspettacolari: quello che si combatte in India è uno sport sporco, duro, molto più simile alla lotta che allo spettacolo offerto da Hulk Hogan e compagni negli Stati Uniti. Si combatte sulla terra o su pavimenti pieni di sassi, erba e ogni altro tipo di impedimento possa venirvi in mente. Il moderno kushti è una combinazione tra gli elementi sviluppati in età Mughal e la malla-yuddha, una forma di combattimento che nelle attuali India, Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka, si pratica da migliaia di anni. A Varanasi, la mattina appena dopo l’alba, i lottatori di questo originale tpo di wrestling si allenano nella parte interna di molti ghat: il più celebre ring  di allenamento è il Tulsi Akhada e si trova nei pressi del Tulsi Gat. Abbinate ad un’immancabile passeggiata sui ghat alla mattina prestissimo una visita (silenziosa) a questi guerrieri: quelli che vedrete a Varanasi sono tutti amatori, che praticano questo sport per divertimento e non come professione. Per farvi un’idea guardate questo video o leggete questo articolo di approfondimento.

Sarnath

Un’immancabile gita di un giorno da Varanasi è quella a Sarnath, il centro buddhista da circa 15 chilometri dalla città (potete raggiungerlo in autobus o in tuktuk). Per tutti i buddisti, insieme a Bodhgaya (dove il Buddha ha ricevuto l’illuminazione), è una tappa fondamentale del turismo religioso in India. Nel 3 secolo a.C l’Imperatore Ashoka ha fatto erigere a Sarnath diversi templi e stupa, facendone un’importante centro religioso: è lo stesso Ashoka che ha dato il via a Sanchi, uno dei più affascinanti e meglio conservati complessi buddisti in India. Fatto salvo per il Dhamek Stupa, Sarnath non è conservata altrettanto bene e di molti mounmneit non rimangono che le rovine. In ogni caso la pace che si respira nel parco, il tempio di nuova costruzione e il museo archeologico valgono decisamente la visita.

Dove mangiare a Varanasi

Varanasi è un ottima città dove provare diverse specialità della cucina indiana. La scena gastronomica è parecchio in fermento, tanto che un gruppo di giovani ha creato un profilo Instagram dedicato: seguendo Varanasi Eats troverete consigli sui migliori ristoranti in città, nuove aperture e indicazioni su dove provare i piatti più tipici. Il tutto è gestito esclusivamente da locali che amano cibi tradizionali ma che allo stesso tempo ricercano ambienti internazionali rilassati e piacevoli. Chi ha fatto già un viaggio in India sa quanto consigliare un ristorante possa essere un esercizio di stile in quanto spesso aprono e chiudono con grande velocità; per non parlare dell’enorme offerta che potrete trovare ad ogni angolo di strada. Abbiamo comunque fatto una selezione di ciò che abbiamo provato e di cui ci siamo innamorati.

Balaji Café & Restaurant

Ristorante senza pretese ma assolutamente più che dignitoso, con un menù vasto ed esclusivamente vegetariano. Frequentato praticamente solo da locali, è un po’ più costoso rispetto alla media: non spaventatevi, una cena completa vi costerà circa 3-4 euro a testa. Noi abbiamo assaggiato una volta il loro Paneer Tikka Dry e ne siamo diventati dipendenti: è fuori menù, chiedetelo al cameriere.

Open Hand Shop & Cafè

A due passi dall’Assi Ghat, al secondo piano di un edificio all’apparenza sgangherato, c’è il locale più occidentale di tutta Varanasi.  Anche i puristi del viaggio in India dopo un paio di settimane nel paese avranno bisogno di uno stacco, di una tregua dalla confusione e del caos e soprattutto dal cibo locale, che amiamo davvero tanto ma spesso è eccessivamente invadente per le papille gustative. Noi che arrivati a Varanasi eravamo in India già da quattro mesi abbiamo accolto con grande felicità la possibilità di sedere in un ambiente rilassato, lavorare con il suo wifi, far colazione con pancakes, brownies, sorseggiando un ottimo caffè. A pranzo abbiamo ordinato club sandwich e ce li siamo gustati sul suo terrazzino. I prezzi sono certamente sopra la media, ma lontano dalle esagerazioni a cui certi locali turistici ci hanno nostro malgrado abituati.

Kerala Cafè

Avevamo appuntamento con un amico indiano che vive a Varanasi e volevamo stare leggeri. Avevamo voglia di un buon dosa. La risposta di Vivek è stata sicura e immediata: ci vediamo al Kerala Café, un ristorante in cui ogni sera si radunano decine di famiglie locali. La specialità della casa è proprio il dosa, in tutte le sue forme. Il menù non è molto ampio, quindi se non amate questo particolare piatto della cucina indiana fareste meglio a volgere il vostro sguardo altrove.

Il miglior Lassi di Varanasi

Gran parte delle guide consigliano di non dimenticarsi di provare un bicchiere di lassi una volta arrivati a Varanasi. Tutte citano il Blue Lassi come il miglior posto dove gustarsi questa bevanda rinfrescante, ma noi, come spesso accade, non siamo d’accordo. A due passi dal Blue Lassi, sempre tra i vicoli della città vecchia, vicino al Golden Temple troverete il The Siwon Lassi, che in quanto a freschezza degli ingredienti e accoglienza del proprietario vince assolutamente sul suo concorrente. La possibilità di ordinare anche un half lassi vi consentirà inoltre di assaggiare più di una delle sue specialità, senza farné idigestione. Attenzione: non confondetelo con il Siwon Lassi, quasi omonimo se non per quel The nel nome.

Quando andare a Varanasi

Non vi daremo una stagione migliore dell’altra per andare a Varanasi (questo potrete scoprirlo consultando il nostro articolo su monsoni e clima in India, con un’analisi stato per stato), ma di un giorno specifico. Ovvero durante il Dev Diwali (detto anche Dev Deepawali), un festival che ha luogo solo a Varanasi esattamente 15 giorni dopo il Diwali, ovvero la celebrazione indù più importante dell’anno. La data del Dev Diwali non è fissa, ma cambia di anno in anno, ma i giorni papabili si possono circoscrivere tra Ottobre e Novembre. In ogni caso il sito Drik Panchang vi viene in aiuto fornendovi un calendario esaustivo di tutte le festività indiane anno per anno.

Questo festival celebra il giorno in cui gli Dei sono scesi sulla terra, proprio a Varanasi, per bagnarsi nel Gange. Tutta la città è in festa fin dai 4 giorni precedenti, ma è alla sera del Dev Deepawali che i rituali raggiungono il loro apice: le cerimonie iniziano con offerte e preghiere a Ganesh, proseguono con l’accensione di migliaia di lampade che vengono liberate anche sul fiume. Durante tutta la giornata migliaia di fedeli da tutto il paese affollano i ghat Varanasi non solo per le abluzioni sacre ma per celebrare ogni tipo di rito di passaggio.

Quando cala il sole Varanasi nel Dev Diwali diventa magica: luci, lucine e lumini si accendono, viene eseguita una gigantesca Ganga Aarti e in ogni angolo mentre donne, sadhu e bramini cantano e offrono le loro preghiere agli dei. Noi siamo arrivati in città intorno all’ora di pranzo del giorno stesso e dopo una breve sosta in ostello ci siamo piazzati sui ghat fino a notte inoltrata. Il boat tour sul Gange durante il Dev Diwali, con i ghat completamente illuminati, affollati e in festa è spettacolare, anche se ovviamente più costoso. Se pensate di arrivare  Varanasi per questo festival non dimenticatevi di prenotare la vostra sistemazione per la notte con molo anticipo.


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