stupa * ashoka * madhya pradesh

In Madhya Pradesh, a poche decine di chilometri da Bhopal c’è un sito archeologico che ospita stupa spettacolari, enormi e in ottimo stato di conservazione: è quel che resta dell’antico complesso buddhista voluto dall’imperatore Ashoka, che conquistò larga parte del subcontinente indiano. Ma cosa ci fa un centro buddhista così importante e dall’indubbia rilevanza storica nel bel mezzo del niente dell’India centrale, circondato da alcune città a maggioranza islamica e altre dove gran parte della popolazione è induista?

Per capire Sanchi e i suoi stupa è necessario tornare indietro nel tempo e in particolare al III Secolo a.C , quando l’Imperatore Ashoka, conosciuto per il suo temperamento violento e spietato, dopo una guerra particolarmente cruenta si pentì e abbracciò il buddhismo. In quel momento si trovava a Vidisha, dove aveva sposato la figlia di un ricco mercante.

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Ashoka battezzò la bassa collina di Sanchi come sito ideale per fondare il luogo che avrebbe contribuito a diffondere il buddhismo in India e in Sri Lanka: dal III secolo A.C. Sanchi è stato uno dei pilastri principali di arte, cultura e filosofia buddhista di tutto il paese e oltre.
Ma perché proprio qui? Nonostante siano passati quasi 2500 anni non è difficile capire perché questa collinetta sia stata eletta a posto ideale per fondare un luogo di pace e spiritualità: se ancora oggi è circondata da pianure assolate e immersa nella più totale solitudine e silenzio, quanto più rilassata e meditativa poteva essere la situazione all’epoca della sua costruzione e fioritura?

La visita al complesso buddhista di Sanchi

Sia che arriviate con mezzi privati che con mezzi pubblici iniziate la vostra giornata a Sanchi al Museo Archeologico, situato nella traversa della strada principale e ben segnalato. O meglio, cominciate dalla sua biglietteria: il ticket di 500 rupie (7 euro), che vale sia per il museo che per il complesso buddhista, è un po’ caro per gli standard indiani, ma una volta arrivati di fronte agli stupa capirete quanto ne valga la pena.



Il Museo racconta brevemente la storia di Sanchi attraverso le statue che sono state ritrovate dentro e fuori dagli stupa e dai monasteri. Non solo: vi illuminerà su come Sir John Marshall, a partire di primi decenni del ‘900, abbia guidato una squadra di archeologi che ha riportato alla luce, ricostruito e restaurato il sito archeologico che oggi vediamo in tutto il suo splendore e che poco più di 100 anni fa era inghiottito da polvere, terra e vegetazione. Infatti in seguito alla loro costruzione questi luoghi sacri buddisti vennero ripetutamente vandalizzati e saccheggiati, soprattutto nel II secolo a.C., durante l’ascesa dell’imperatore Pusyamitra, che perpetrò la follia che portò alla distruzione di molte delle opere buddhiste in tutta l’India.

Di fianco al museo c’è la casa dove ha vissuto Sir Marshall, restaurata e aperta come tributo all’archeologo inglese a cui si deve l’aspetto attuale del sito archeologico di Sanchi.

Potrete ora avviarvi verso la cima della collina sulla quale sorge il complesso buddhista: uscite dal museo e svoltate a sinistra. Al primo bivio tenete la destra e salite fino a quando sulla vostra destra troverete una lunga scalinata di gradoni di pietra grezza: fra cinque minuti si parerà di fronte a voi la maestosità degli stupa di Sanchi. Se invece viaggiate con mezzi privati la strada che costeggia la scalinata vi porterà direttamente al sito.

Descrivere tutti gli edifici, gli stupa e le rovine di Sanchi sarebbe poco più di un esercizio di stile. Per questo vi segnaliamo i più importanti e vi invitiamo a perdervi sulla sua collina, alla ricerca dell’angolo migliore per immaginare l’atmosfera che si viveva qui oltre duemila anni fa. Mi raccomando, state attenti alle decine di scimmie che popolano il sito archeologico (a proposito: sapete come difendervi dalle scimmie in Asia?): sono decisamente coreografiche, ma allo stesso tempo possono essere aggressive e pericolose.

Nuovo Tempio Buddhista di Sanchi

Subito dopo la fine della scalinata in pietra che vi porta ai monumenti di Sanchi, proprio di fronte alla zona ristoro che troverete alla vostra destra, c’è un grande tempio, costruito nel 1953 dalla Federazione Buddhista dello Sri Lanka, che contiene i resti di Sariputra e di Mahamodagalyana, due dei discepoli del Buddha. Moderno e imponente il tempio non si fa notare per unicità e bellezza, ma se siete fortunati incontrerete numerosi gruppi di fedeli cingalesi che giungono in pellegrinaggio e che pregano ai piedi della costruzione. Noi abbiamo passato una buona ora con loro, che tra una preghiera e l’altra erano ben contenti di farsi fotografare.

Cosa Vedere Sanchi Complesso Buddhista India

Sanchi: stupa n.1

Costruito dall’Imperatore Ashoka e successivamente espanso, questo stupa è il più grande di quelli presenti nel sito archeologico: ha un diametro di 36,60 mt e un’altezza di 16 mt. I 4 splendidi portali ornamentali (toranas) che lo circondano sono un grandioso esempio di scultura decorativa: indicano i 4 punti cardinali e raccontano a immagini la vita del Buddha. Per la sua magnificenza è chiamato “the great stupa”, nomignolo che rende adeguatamente la sua grandiosità e raffinatezza.

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Sanchi: stupa n.2

Per trovare questo stupa minore, girate a destra dopo lo stupa 1 e discendete la collina. Probabilmente fondato successivamente allo stupa n.1, anch’esso contiene secondo la tradizione buddhista reliquie di discepoli del Buddha. La sua particolarità è data da splendide decorazioni floreali, molto originali e realistiche per l’epoca di costruzione.

Sanchi: stupa n.3

Vicino all’imponente stupa n.1 ne troverete uno di minori dimensioni alto 8 metri e dal diametro di 15. Lo stupa n.3 venne costruito nel periodo Sungas nel II secolo a.C. Questo stupa, che ha un solo portale, si dice che contenga al suo interno reliquie di due importanti discepoli del Buddha: Sariputra e Mahamodaglayayana.

Stupa minori

Altri stupa di dimensioni minori (alcuni dei quali in rovina) sono sparsi su tutta la collina di Sanchi: molti di questi sono stati costruiti da cittadini devoti in ringraziamento al Buddha per le preghiere esaudite.

Cosa Vedere Sanchi Complesso Buddhista India

Per vedere Sanchi in tutta rilassatezza provate ad arrivare entro le 10-10,30 e a dedicarvi gran parte della giornata. A metà pomeriggio avrete probabilmente finito il vostro giro e potreste spendere le ultime ore alle Udayagiri Caves, a cui arriverete in poche decine di minuti: su Photodharma.net potrete leggerne un approfondimento. Se come noi viaggiate con mezzi pubblici, il nostro consiglio è andarci in tuk-tuk: all’incrocio tra la strada principale e quella che avete percorso per arrivare prima al museo poi agli stupa ne troverete molti ansiosi di accompagnarvi. Un viaggio andata e ritorno (vi aspetteranno per circa un’ora) non dovrebbe costare più di 300/400 rupie.

Come arrivare a Sanchi, India

Noi abbiamo visitato Sanchi con una gita di un giorno da Bhopal, dove abbiamo passato 15 giorni. Il nostro consiglio è di non pernottare a Sanchi: le sistemazioni hanno un rapporto qualità/prezzo eccessivamente basso (eccezion fatta per l’Aaram Baagh), quindi decisamente meglio passare la notte nella vicina Bhopal. Se decidete di coprire i 40 chilometri scarsi che dividono le due città coi mezzi pubblici potrete scegliere tra autobus e treno. La prima opzione è la più lenta: con il bus (45 rupie) ci metterete più di un’ora e mezza a raggiungere Sanchi. Gli autobus partono dalla bus station (non lontano dalla stazione dei treni) molto frequentemente. Arrivate, chiedete e probabilmente nel giro di 10-15 minuti sarete partiti. Chiedete di fermare nella zona del Museo, che è prima del paese vero e proprio.

L’altra soluzione, il treno (35 rupie, solo andata), in linea di massima è decisamente più veloce: se prendete un express in mezz’ora sarete a destinazione. Attenzione: non tutti i treni, soprattutto gli express, fermano a Sanchi. In ogni caso potreste proseguire per Vidisha (altri dieci minuti) e poi prendere un bus, che in un quarto d’ora vi porta a Sanchi (tutti i bus diretti a Bhopal vi fermano). risparmierete così una buona mezz’ora rispetto al bus da Bhopal. I treni sono meno frequenti, quindi informatevi in stazione nei giorni precedenti. Potrebbe essere una buona idea prenotare in anticipo in quanto sono sempre strapieni.


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