golosità in viaggio * al mercato * paradiso del cibo di strada

L’Asia è probabilmente il continente che ha maggiormente sviluppato il cibo di strada. Ogni angolo pullula di bancarelle e carrettini che propongono le specialità più svariate. In Corea del Sud l’abitudine, o per meglio dire il piacere, di camminare per strada e saziare il proprio palato con snack di diversa natura è quasi uno sport nazionale.
Abbiamo girato i mercati in lungo e in largo provando di tutto, scoprendo sapori nuovi (e a volte mooolto particolari) e divertendoci a catalogare quanti più cibi possibile. Divertitevi in questa carrellata di street food da Seoul a Gyeoungju, passando per Andong e Daejeon. L’unica volta che ci siamo fatti mancare il cibo di strada è stato durante la templestay al Tempio di Haeinsa.

Tteokbokki:  il re degli spuntini coreani, onnipresente in ogni mercato e bancarella che si rispetti. Sorta di gnocchi di riso ricoperti (anzi galleggianti) di una salsa rossa piccante chiamata gochujang. La consistenza, decisamente densa e gommosa, rende il tteokbokki un piatto un po’ difficile per il palato occidentale. Un’esperienza.

A woman selling tteokbokki in Gongju

Una donna che vende tteotbokki a Gongju

Sundae: salsiccia di interiora e sangue, bollita e riempita con gli ingredienti più diversi. Non è per tutti i gusti, ma è più difficile alla vista che al gusto. E’ talmente popolare in Corea che a Seoul c’è addirittura una zona chiamata Sundae Town, dove decine di negozietti e bancarelle lo vendono nelle versioni più creative.

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Aspetto non invitante, ma particolare al gusto: è la salsiccia coreana

Gimbap: roll di riso (bap), ricoperto di alga, e farcito con verdure, frutta, pesce o carne, simile al maki giapponese, il Gimbap viene appunto importato in Corea durante l’occupazione da parte del Sol Levante. Nel corso degli anni diventa un piatto decisamente tipico, proprio perché preparato con sapori decisamente coreani.

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Gimbap gigante in un mercato di Daejeon

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Da sinistra: Tteokbokki, Gimbap e Sundae

Bungeoppang: bungeo in coreano indica un tipo di pesce, mentre ppang significa pane. In poche parole: pastella fatta a forma di pesce ripiena, solitamente di crema di fagioli rossi. Quando cambia la farcitura, che può essere di  gelato, uovo o tanto altro, e cambia anche il nome. Così come se cambia la forma: se chiedete un Gukhwappang vi daranno lo stesso dolcetto, ma a forma di fiore. In Giappone c’è qualcosa di molto simile al bungeoppang e lo chiamano taiyaki, la differenza principale tra i due è che la versione coreana se è a forma di pesce sarà sempre ripiena di crema dolce di fagioli rossi, mentre quella giapponese accoglie tantissime altre farciture senza bisogno di cambiare nome e stampo.

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Bungeoppang, stracolmi di crema di fagioli rossi

Bindaetteok: ovvero un pancake fatto di fagioli mungo (sono QUESTI) e verdure varie (soprattutto cipolle). I pancake sono molto utilizzati nella cucina coreana, in particolar modo come contorno o come snack che accompagna un buon bicchiere di birra o soju.

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Pancake cotti sul momento al Gwangjang Market di Seoul

Mandu: paese asiatico che vai, ravioli che trovi. E i mandu sono i dumpling, coreani, ripieni di carne, tofu, cipolle o aglio, spesso si differenziano dai colleghi cinesi o giapponesi perché sono accompagnati (o ripieni) dall’immancabile kimchi. I palati più fini sostengono che assomiglino più ai pierogi o ai pelmeni, di tradizione slava che ai gyoza di origine giapponese.

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Una montagna di mandu!

 

Hot Dog: i sudcoreani hanno un a vera e propria ossessione per gli hot dog. Ma attenzione non stiamo parlando dei panini con wurstel in versione standard, ma di piccoli capolavori artistici cucinati con una varietà di ingredienti diversi, infiniti tipi di salsiccia e cotti con metodi particolari. I nostri preferiti? Quelli avvolti nella pancetta e cotti alla piasta!

Tteok: sono i dolcetti più tipici in Corea. Fatti di farina di riso glutinoso, e ripieni delle più svariate creme di fagioli o frutta (anche secca), sono il tipico regalo da portare in occasioni delle feste. Ovviamente ogni ricorrenza ha un tteok particolare che punteggierà i banchi dei mercati di tutte le città: noi durante le festività del Chuseok (antica festa del raccolto, oggi occasione per ritrovarsi con tutta la famiglia) abbiamo fatto indigestione di songpyeon, fatti a forma di mezza luna.

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Distese di tteok a perdita d’occhio!

Twigim: ai coreani piace ricoprire di pastella verdure, pesci, molluschi e tanto altro e friggerli. Alcuni diranno che tutto questo assomiglia molto al giapponese tempura. Altri che la ricchezza di sapori e spezie dei fritti della Corea del Sud e una pastella differente rendono i twigim uno snack completamente diverso.

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Twigim: fritti per tutti i gusti

Gyeranppang: un impasto a metà tra il muffin e il pane, con un uovo sopra (non per niente gyeran significa uovo e ppang, pane). Molto carino a vedersi, decisamente anonimo al gusto. Ideale per riempirsi lo stomaco quando brontola o anche per fare colazione dopo una notte passata a bere soju. Sopravvalutato.

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La merenda di metà pomeriggio: gyeranppang

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Fish cake, tteokbokki, gimbap: i mille volti dello street food coreano

Non partire per la Corea del Sud senza prima aver acquistato le guide di viaggio Lonely Planet e qualche libro di approfondimento sul cosiddetto miracolo economico coreano.





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