cibo asiatico * naengmyeon * zuppa * ghiaccio

I noodles sono uno dei piatti orientali per eccellenza: siano in zuppa o meno, li immaginiamo fumanti, con un uovo a sormontarli, tante verdure e magari un po’ di pollo ad insaporirli. Invitanti, no? Adesso cancellate dalla mente questa immagine e pensate ad una zuppa di noodles, lasciata raffreddare e servita con abbondante ghiaccio.

La Corea del Sud è uno dei paesi in cui l’esperienza gastronomica è più estrema: sapori strani, diversi e consistenza fuori dalla norma fanno del suo cibo una scoperta (a volte piacevole, altre meno) quotidiana. Non parliamo dei classici bibimbap o bulgogi, ma di piatti come il tteokbokki, il sundae (se non sapete cosa siano godetevi lo speciale sullo street-food in Corea del Sud!) a cui il palato occidentale è davvero poco avvezzo!

Cold noodles in coreano si dice naengmyeon

I cold noodles, naengmyeon in coreano, sono un piatto molto popolare in Corea del Sud e vengono proposti in molte varianti. Nella più comune prima si prepara il brodo (di carne o fatto con il dongchimi, una variante del kimchi), poi lo si congela. Successivamente si cuociono i noodles, solitamente fatti con grano saraceno e li si raffredda con acqua fresca e ghiaccio. Una volta preparato il topping e il condimento (con cetriolo, rafano, pera coreana e spesso un uovo sodo) si scongelerà parzialmente il brodo, in modo che rimanga sia il liquido che i pezzi di ghiaccio, gli si immergono dentro noodles e topping e il gioco è fatto.


Dobbiamo essere sinceri: non siamo riusciti a finire un’intera porzione di cold noodles. Lo scarto tra il brodo congelato e quello a cui siamo solitamente abituati è davvero enorme.  In più la consistenza dei noodles, fatti con grano saraceno e raffreddati, è davvero troppo gommosa. Amici coreani ci hanno detto di essere però dipendenti, come fosse una sorta di comfort food.

Abbiamo trovato i cold noodles molto gommosi

La versione senza brodo, bibim naengmyeon, assomiglia di più ai giapponesi zaru soba o ai cinesi szechuan cold noodles.

Per imparare a farli seguite il tutorial della simpatica Maangchi.


Non partite per la Corea del Sud senza prima aver acquistato le guide di viaggio Lonely Planet e qualche libro di approfondimento sul cosiddetto miracolo economico coreano.





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