dalla rivoluzione del secondo dopoguerra al cibo del futuro

La cucina tradizionale giapponese è un mondo complesso e spesso ostico per noi occidentali. I sapori, le consistenze e anche la ritualità con il quale ogni piatto viene preparato e confezionato sono certamente distanti anni luce dalla nostra idea di pasto. Se al giorno d’oggi al sushi abbiamo ormai fatto l’abitudine, altri cibi nipponici di uso comune proprio non rientrano nella nostra concezione alimentare. In particolare parliamo dei noodles istantanei amati e abusati da moltissimi abitanti nipponici.

Quasi tutti conoscono i cup noodles, anche perché sono arrivati prepotentemente nei supermercati italiani. Ma cosa si nasconde dietro un packaging accattivante e un pasto tanto comodo e veloce da preparare?

Due libri per saperne di più sulla cucina giapponese:
Cucina giapponese di casa
Introduzione alla cucina giapponese: natura, storia e cultura

La rivoluzione degli instant noodles

Gli instant noodles (o instant ramen) nacquero in Giappone a Osaka nel 1958, 10 anni dopo la sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale. In quegli anni i nuovi media stavano portando un’ondata di voglia di novità, la televisione iniziava a entrare nelle case delle persone e a cambiare drasticamente i modelli di consumo popolari. I primi noodles istantanei vennero inventati da Momofuku Ando, l’imprenditore giapponese che fondò poi la nota azienda alimentare Nissin Food. Il “Chicken Ramen”era un prodotto per l’epoca rivoluzionario, ottenuto disidratando spaghetti conditi e aromatizzati precotti al vapore praticamente ready-to-eat. Lo stesso Momofuku Ando ideò è organizzò l’intera catena di produzione industriale per questi prodotti rivoluzionari che potevano essere pronti per essere gustati con la sola aggiunta di acqua bollente e 2 minuti di attesa. Questo “magico ramen” (così soprannominato per la sua modernità) divenne immediatamente popolarissimo anche grazie a una campagna pubblicitaria di massa (l’ennesima novità per l’epoca) e si diffuse in tutto lo stato.



L’evoluzione degli instant noodles e la nascita delle cup noodles

I noodles istantanei con coordinato pacchettino di polvere aromatizzante sono arrivati dopo e questa seconda versione è stata ancora più acclamata per gusto e qualità superiore. Da allora, sono stati immessi sul mercato sempre più tipi diversi di spaghetti istantanei e la qualità del prodotto è stata nel tempo notevolmente migliorata.

Ma è stato solo nel 1971 che il ramen istantaneo ha preso l’aspetto definitivo che lo ha caratterizzato per i decenni successivi e reso riconoscibile in tutto il mondo (nonché ancora più semplice da consumare). Fino a questo momento i noodles istantanei venivano venduti in una semplice confezione in plastica poi l’ennesima idea rivoluzionaria diede la possibilità di ottenere un restyling ancora più pratico e accattivante: erano nati i “Cup noodles”. La trovata geniale fu il confezionamento dei noodles e delle bustine dei condimenti direttamente all’interno di un contenitore cilindrico di polistirolo che, essendo resistente al calore, poteva fungere direttamente da pentola per l’acqua bollente e da “ciotola” dalla quale mangiare. Da allora i cup ramen istantanei divennero l’emblema per eccellenza del cibo “fast e cheap” che tutti potevano permettersi in qualsiasi momento della giornata.


I numeri record dei ramen istantanei

Molti altri stati dell’Asia hanno velocemente scoperto e apprezzato i noodles istantanei giapponesi mentre in resto del mondo ci ha messo decisamente molto di più a penetrare nel mercato. La richiesta globale annua di instant noodles è stata stimata in circa 15 miliardi di porzioni nel 1990; è poi cresciuta a 50 miliardi di porzioni nel 2001 e ha superato i 100 miliardi di porzioni nel 2012. La rapida crescita è stata garantita dai cinque principi che Momofuku Ando aveva stabilito negli anni ’60 come fondamentali per il cibo del futuro: accessibilità, convenienza, sicurezza e igiene, lunga durata e appetibilità.

La percezione moderna e il futuro dei noodles più diffusi al mondo

Ovviamente dagli anni del Dopoguerra in Giappone la concezione del cibo è molto cambiata. Oggi nel paese spopolano i negozi e ristoranti che vendono prodotti freschi, di qualità ed organici e moltissimi giapponesi non consumano noodles istantanei con la stessa frequenza di qualche decennio fa. Il consumo maggiore di instant noodles si ha infatti in paesi che cercano soluzioni più economiche per riempire lo stomaco come in sud-est asiatico e in India, dove ancora il livello di povertà di una buona fetta della popolazione mantiene bassa la coscienza salutista che riguarda il settore alimentare. Rimane comunque una larghissima fetta di giapponesi affezionati ai ramen istantanei, tra i quali spiccano i giovanissimi e gli studenti universitari sempre affamati e desiderosi di un pasto sfizioso, rapido e incredibilmente economico.

Se volete sapere davvero tutto su questo piatto durante il vostro viaggio in giappone programmate una visita al museo dedicato ai Cup Noodles! Ne troverete uno a Osaka (di cui abbiamo parlato in questo articolo sui migliori musei in città) e uno a Yokohama (a circa 40 minuti dal centro di Tokyo).


Share: