meltin pot religioso * moschee * chiese * sinagoghe * cicatrici della guerra

A causa di un sistema di trasporti poco efficiente (per esempio Ryanair non ci vola) e alcuni vecchi pregiudizi post guerra, Sarajevo non ha ancora conosciuto quel turismo di massa che, per la sua storia e per il suo fascino, dovrebbe avere. Chiariamoci: tutta la città vecchia brulica di turisti, ma solo quella. Peccato, perché c’è molto di più. Se avete in programma un viaggio in città e vi chiedete cosa vedere e fare a Sarajevo, siete nel posto giusto. Non è questa la sede per riassumere la tragedia della guerra nella ex-Jugoslavia e dei quattro anni di assedio perpetrato ai danni di Sarajevo e della sua popolazione, ma se voleste saperne di più vi consigliamo questo articolo apparso su La Stampa in occasione del 20° anniversario del conflitto: Jugoslavia, quell’inferno vent’anni fa. Leggetelo prima dell’arrivo (se volete qualche approfondimento sulla guerra che ha sconvolto l’Europa orientale all’inizio degli anni ’90 leggete Il tunnel di Sarajevo. Il conflitto in Bosnia-Erzegovina: una guerra psichiatrica? o Sopravvivere a Sarajevo. Le testimonianze dei cittadini nella città assediata) nella capitale della Bosnia ed Erzegovina, perché l’intera visita alla città vi parlerà di quegli anni tanto atroci. Durante la vostra permanenza neanche volendo riuscireste a fare a meno di confrontarvi quotidianamente con tale tragedia.

Ma non siamo qui per una lezione di storia, quindi partiamo con la visita alla città (se volete un consiglio su una tappa successiva in Bosnia, non fatevi scappare Visegrad e il suo ponte sulla Drina).
 Gran parte dei turisti che arrivano a Sarajevo restano un giorno: molti di questi arrivano su grandi autobus diretti a Medugorje e si concedono una tappa sin troppo breve. La sua città vecchia è infatti talmente densa di chiese, moschee e monumenti che in tanti pensano sia l’unica attrattiva nella quale valga la pena investire le poche ore dedicate a Sarajevo. Purtroppo per loro si sbagliano di grosso, perché Sarajevo è una città unica per l’atmosfera che vi si respira: la lunghissima presenza ottomana ne ha infatti plasmato il carattere, facendone la città araba (o Turca se preferite) più vicina all’Europa: ogni suo vicolo ha quel doppio carattere, arabo ed europeo, che non ha eguali in tutto il mondo. L’architettura, il cibo, le persone, tutto in città è un enorme meltin pot di culture. Per non parlare della religione: la Baščaršija  (ovvero l’antica zona di mercato, che si sovrappone con la città vecchia) è un susseguirsi senza soluzione di continuità di chiese cattoliche, moschee, chiese ortodosse e sinagoghe. Sorgono a poche decine di metri l’una dall’altra per ricordarci quanto la guerra nella ex-Jugoslavia debba essere una bruttissima parentesi storica da non ripetersi mai più.

Divideremo gli itinerari a Sarajevo in due parti: uno dedicato esclusivamente alla città vecchia (prendetevi almeno un giorno per vederla tutta) e un altro che segue tutti i percorsi alternativi ad essa. Noi abbiamo dedicato una settimana entrambe le volte che siamo stati in città. E credetemi, non ce ne siamo affatto stancati. Non amiamo definirci turisti: siamo viaggiatori molto, molto lenti. Restare a Sarajevo per quattro giorni è il giusto compromesso tra vedere tutto con fame e foga e godersi la sua atmosfera.

Cosa Vedere e Fare a Sarajevo

Sarejevo – Il Ponte Latino

Baščaršija: la città vecchia di Sarajevo

Potreste stare giorni a gironzolare per la città vecchia e ancora vi sfuggirebbero alcuni particolari: inutile quindi indicare tutte le chiese, le moschee e le cose da vedere nella Baščaršija con la pretesa di essere esaustivi (provate a guardare Sarajevo dall’alto e vi renderete conto, per esempio, quante moschee ospiti) . Sarebbe altrettanto futile disegnare un percorso coerente, perché seguendolo vi perdereste ciò che di meglio la città vecchia di Sarajevo ha da offrire: un’atmosfera che attraversa secoli, culture e razze. Vi indichiamo quindi le tappe che abbiamo amato di più, sicuri che vagando per un giorno intero nei dintorni vi imbatterete in tutte senza bisogno di andarle a cercare. Una dei particolari più interessanti del centro di Sarajevo è la contemporanea presenza di turisti e locali: davvero in poche altre città negozi, café e ristoranti si riempiono sia degli uni che degli altri, senza ghettizzare i primi in attrazioni a loro riservate, con menù studiato ad hoc e prezzi gonfiati. Se volete prendere un caffè o mangiare qualcosa nella Baščaršija fatelo senza problemi… ad una prima occhiata il locale che sceglierete potrebbe sembrarvi ad uso e consumo dei turisti, ma vi ricrederete molto presto.

Cosa Vedere e Fare a Sarajevo

Sarajevo – Sebilj

  1. Ferhadija
    Ovvero la via principale della Baščaršija, attorno alla quale si sviluppano negozi e locali e sulla quale si affacciano gran parte degli edifici, chiese e moschee più interessanti della cittá. Percorretela in lungo e in largo un paio di volte, senza una meta precisa: fidatevi, in questo modo entrerete nello spirito di Sarajevo e allo stesso tempo incrocerete gran parte delle tappe di questo itinerario.
  2. Fontana Sebilj e piazza centrale
    Gran parte delle cartoline che venivano spedite da Sarajevo (se ne mandate ancora fateci un fischio) raffigurava questa fontana costruita a fine 1900 in stile moresco e la piazza che la circonda, diventata un vero e proprio punto di ritrovo per gli abitanti della città. Fotografarla con il sole che tramonta e i piccioni che si alzano in volo è un piacere che non vi dovreste far mancare. Dalla piazza, con la strada alle spalle, proseguite dritto per qualche decina di metri e sulla sinistra all’ombra di un grande alberto potrete ammirare la Baščaršija Mosque.
  3. Ponte Latino
    Gavrilo Princip nel 1914 ha ucciso su questo ponte ottomano (il più antico della città) sul fiume Miljacka Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este (Arciduca erede al trono di Austria-Ungheria), fornendo il pretesto per lo scoppio della Prima guerra Mondiale. Ancora oggi il Ponte Latino è una delle immagini più iconiche della città e non solamente per l’importanza che ha rivestito nella storia, ma perché la sua architettura e la posizione riassumono l’intero carattere di Sarajevo.
  4. Vecchia chiesa ortodossa
    A poche decine di metri dalla moschea centrale, la Moschea Gazi Husrev-beg, troverete la vecchia chiesa ortodossa, un ulteriore esempio di quanto Sarajevo sia stata (e oggi lotti per ritornare) una babele di religioni. Se avete tempo, il museo annesso alla chiesa ospita oggetti e manufatti russia, greci e bosniaci: è interessante e gratuito.
  5. Cattedrale ortodossa di Sarajevo
    Spettacolare esempio di architettura serbo-bizantina, la Cattedrale è stata costruita dopo la seconda metá del 1800. Il suo campanile dorato e le cinque cupole che la caratterizzano svettano sulla Trg Oslobodenja, la piazza su cui si affaccia, diventata famosa per gli scacchi giganti (grandi quasi come un uomo) che allietano le giornate degli anziani del quartiere.
  6. Moschea Gazi Husrev-be
    Questa grande moschea (la più grande di Sarajevo e della Bosnia ed Erzegovina) è uno degli edifici cardine dell’intera Baščaršija: la sua cupola e il minareto (alti rispettivamente 26 e 47 metri) sono visibili da ogni angolo della cittá). Costruita intorno al 1530, poi parzialmente distrutta durante l’assedio, oggi è completamente ristrutturata e vede sempre un grande afflusso di credenti in preghiera. Di fronte ad essa nel 2015 ha aperto l’omonimo museo, che vale una visita.
  7. Vijećnica – Biblioteca Nazionale e Universitaria della Bosnia ed Erzegovina (in precedenza Municipio di Sarajevo)
    Affacciata sul fiume, la Vijećnica è stata quasi interamente ricostruita dopo che durante l’assedio è stata deliberatamente data alle fiamme per distruggere l’enorme e preziosa biblioteca che custodiva al proprio interno. Il biglietto di ingresso, 2 euro, consente di visitare l’edificio e le mostre che spesso ospita. Il suo interno è spettacolare, ma il restauro è forse troppo invasivo. Resta comunque una tappa obbligata, anche se probabilmente più interessante dall’esterno.
  8. Moschea dell’Imperatore & Vecchia Sinagoga
    Dall’altra parte del fiume rispetto alla Biblioteca Nazionale, camminando per qualche centinaio di metri con la Baščaršija alla vostra destra, troverete la grande Moschea dell’Imperatore, costruita nel 1457 dopo la conquista della città da parte dell’impero ottomano. Poco più avanti arriverete all’ex quartiere ebraico (Velika Avlija) e alla Vecchia Sinagoga, costruita a fine 1500 e poi ristrutturata molte volte a seguito di numerosi incendi.
  9. Mercato Pijaca Markale
    Il Pijaca Markale, ovvero il mercato più importante, è passato alla storia per due stragi (nel 1994 con 68 morti e nel 1995 con 43 morti) di cui è stato teatro e che insieme al massacro di Srebrenica, hanno contributo ad accelerare i colloqui di pace che si sarebbero poi conclusi el 1995 con l’Accordo di Dayton. Oggi dovreste visitarlo perché è un colorato e tradizionale mercato di frutta e verdura, ma soprattutto perché nella sua versione al chiuso (esattamente dall’altra parte della strada), ospita banchi di latticini e affettati che ci hanno conquistato con i loro odori e sapori. Chiedete di assaggiare, fatevi conquistare e acquistate senza remore: i prezzi sono decisamente competitivi.
  10. Cattedrale Cattolica del Sacro Cuore
    Imponente edificio che allo stile neogotico avvicina elementi di romanico. La piazza antistante è sempre gremita di turisti che la utilizzano anche come area per prendere fiato dal piacevole ma stancante caos della Ferhadija, la via principale della cittá vecchia. Davanti all’entrata principale c’è una statua di 3 metri di Papa Giovanni Paolo II, opera dello scultore Hrvoje Urumovic: la visita che nel 1997 il Papa ha fatto a Sarajevo è stata un importante simbolo della futura rinascita della città dopo la distruzione degli anni di assedio.
  11. Galerija 11/07/95 – Museo del Massacro di Srebrenica
    Un luogo per imparare e non dimenticare una delle pagine più atroci della fine del secondo millennio: oltre 8.000 musulmani uccisi  dalle milizie serbe e la Nato immobile a guardare. Il museo è composto da una ricca (e alcune volte solo per stomaci forti) galleria fotografica e diversi documentari che attraversano gli anni della guerra in Bosnia. Il nostro consiglio è di andarci più volte (l’ingresso costa 6 euro) per riuscire a godersi tutte le ore di materiale audiovideo a vostra disposizione. Abbinatelo alla visita alla Cattedrale Cattolica del Sacro Cuore: la Galerija 11/07/95 si trova a pochi passi da essa (guardandola dall’ingresso principale è sulla sua destra).
  12. Rose di Sarajevo
    Sparse per tutta la città, le Rose di Sarajevo sono buchi sull’asfalto causati dai colpi di mortaio durante i quattro anni di assedio alla città. Oggi sembrano orme dalla forma irregolare (o anche macchie), colorate di rosso a ricordare a quanti le atrocità della guerra. Non vi preoccupate di cercarle: le incrocerete sui vostri passi quando meno ve lo aspettate.
Cosa Vedere e Fare a Sarajevo

Sarajevo – Davanti alla Vijećnica – Biblioteca Nazionale

L’altra Sarajevo: guardare oltre la Baščaršija

  1. Passeggiata lungo il fiume
    Il fiume Miljacka taglia a metà Sarajevo e la attraversa completamente. La passeggiata lungo le sue rive è romantica ed evocativa come quella in tante altre città del mondo, ma con qualcosa in più: vi consigliamo di partire dalla città vecchia (e in particolare da davanti alla Vijećnica – Biblioteca Nazionale) e proseguire dritto con la Baščaršija sulla vostra destra, spostandovi da una parte all’altra della riva a seconda delle di cosa volete vedere; in qualche chilometro incontrerete alcune delle costruzioni più interessanti di Sarajevo e soprattutto vedrete il paesaggio cambiare repentinamente. Se in un primo momento saranno le case basse della città vecchia a farla da padrone, successivamente arriverete al quartiere socialista di Grbavica, caratterizzato da palazzoni grigi ed imponenti tipici dell’epoca. Fermatevi a leggere la breve storia dei ponti che attraversano il fiume: quasi tutti hanno una targa che ne racconta il momento della costruzione e le caratteristiche.
  2. Yellow Bastion
    Aspettate che il sole stia per calare, comprate un paio di pivo (birre) e un po’ di formaggio locale e correte a vedere il tramonto dallo Yellow Bastion, ovvero da una parte delle mura che circondavano la città e dalle quali potrete godere di un panorama che ha pochi eguali a Sarajevo. Durante la salita che vi ci porterà attraverserete il Alifakovac Cemetery, luminoso e affascinante. Come arrivare allo Yellow Bastion? Andate sul lungofiume, davanti alla Vijećnica – Biblioteca Nazionale (tenendola alla vostra sinistra): guardate la collinetta di fronte a voi e lo troverete.
  3. Pista da Bob delle Olimpiadi Invernali di Sarajevo 1984
    Nel 1984, un pugno di anni prima dell’assedio che l’ha devastata per oltre 1200 giorni, Sarajevo ha organizzato le Olimpiadi Invernali. Tutto il centro città è punteggiato di edifici hanno ospitato le varie manifestazioni, mentre sulle sue colline troverete le piste per alcune delle discipline olimpiche più interessanti. Sul Monte Trebević, uno di quelli che dominano Sarajevo, c’è la Pista da Bob, ancora in buone condizioni, abbellita dai lavori di tanti artisti di strada che ne hanno graffitato le curve paraboliche. Se vi piacciono i luoghi abbandonati, questo è uno di quei posti che va per voi. Tutti gli altri dovrebbero spingersi fino a lassù anche solo per capire come durante la guerra gli assedianti avessero gioco facile appostandosi sulle montagne che circondano la città. In questo articolo abbiamo parlato più approfonditamente della Pista da Bob delle Olimpiadi di Sarajevo del 1984.
  4. Icar Canned
    L’artista Nebojsa Seric Shoba nel 2007 ha regalato alla città questa installazione dal fortissimo valore simbolico: ad una primissima occhiata sembrerebbe essere un ringraziamento alla NATO per gli aiuti (anche alimentari) che ha lanciato con i ponti aerei durante l’assedio, ma chi conosce a fondo la storia sa che la verità è un’altra. La scultura di una lattina di carne in scatola rappresenta tutto il lassismo che hanno lamentato gli abitanti di Sarajevo durante i lunghi anni di guerra: molte volte il cibo che veniva lanciato era avariato e conteneva carne di maiale; era quindi poco consono ad una città abitata per il 50% da musulmani. Oggi che la scultura è coperta da graffiti e parzialmente scrostata è ancora più simbolica ed evocativa: sembra rappresentare la città che si è decisamente risvegliata a oltre vent’anni dalla fine della guerra ma che ancora non può dimenticarsi della devastazione subita.
  5. Quartieri sulle pendici delle montagne
    Appena arrivati in città non potrete fare a meno di notare come Sarajevo si trovi in una valle, circondata dai monti. Sulle prime pendici di queste montagne si inerpicano i quartieri periferici della città: un’infinità di case che si affacciano su stradine labirintiche che salgono per chilometri sulle alture che dominano la capitale della Bosnia ed Erzegovina: prendetevi un pomeriggio per allontanarvi dal centro storico e salire lassù, incontrerete bambini che giocano a nascondino, vecchi bar dove anziani bevono caffè bosniaco e una Sarajevo estranea al passare degli anni. Il panorama che potrete ammirare da quelle parti vi ripagherà delle fatiche della salita.
  6. I grattacieli di Sarajevo
    Sarajevo non è certo famosa per i suoi grattacieli, ma gli appassionati di palazzi che mettono le vertigini possono consolarsi con un paio di edifici moderni, interessanti soprattutto per il contrasto che generano in relazione con quelli che li circondano. Il gap tra vecchio e nuovo si fa ancora più profondo quando di fianco ai simboli del progresso si stagliano vecchi condomini crivellati di colpi di mortaio, ferite di una guerra che non si può dimenticare. Per vedere due degli edifici più alti ed interessanti fate una passeggiata sulla riva del lungo fiume, tenendovi la Baščaršija sulla destra. Dopo circa tre chilometri sulla vostra destra incontrerete il Sarajevo City Center (74 metri), un edificio nero a specchi dalla forma di un diamante che ospita un centro commerciale. Non potete sbagliare, è l’unico del suo genere in zona. Un chilometro dietro ad esso c’è un altro palazzo inconfondibile e ben visibile da lontano, la Avaz Twist Tower che ospita la sede della Dnevni avaz (un famoso quotidiano bosniaco) e che con i suoi 176 metri di altezza è ad oggi (2017) l’edificio più alto dell’ex-Jugoslavia. Il secondo edificio più alto della città è il Bosmal City Center (che ospita sia uffici che abitazioni), 118 metri, che si trova a un paio di chilometri ad est del quartiere Grbavica.
  7. Una visita ai quartieri socialisti di Grbavica & Ciglane
    Se vi steste chiedendo cosa vedere a Sarajevo che sia lontano anni luce dai percorsi turistici non dovreste farvi scappare una visita ai suoi quartieri dalla tipica architettura socialista: zone tipo Grbavica sono state costruite per delle autorità titine (fanno parte della zona che prende il nome di Novo Sarajevo costruita in gran parte tra il 1960 e il 1970) e sono composte da una serie di giganteschi palazzi dalla faccia triste e depressa che fa a botte con le deliziose case basse che caratterizzano tutto il resto della città. Questi quartieri sono pieni zeppi di ristorantini e caffè con prezzi bassissimi e cibo tradizionale assicurato. Mentre Grbavica è davanti al Museo Nazionale di Bosnia ed Erzegovina, ma dalla parte opposta del fiume Miljcka, Ciglane si trova in direzione opposta, sulla collina che si erge (più o meno) dietro la Avaz Twist Tower.
  8. Viale dei cecchini
    In tutte le guide turistiche per la città di Sarajevo si consiglia di andare a vedere questo viale tristemente celebre in cui durante la guerra erano appostati i cecchini più feroci che minacciavano la città. Noi vi consigliamo invece di non impiegare il vostro tempo diversamente: oggi il Viale dei Cecchini è semplicemente una strada ad alto traffico, senza nessun tipo di attrattiva particolare.
  9. Centro Olimpico Skenderija Tutta la città è costellata di edifici che ospitarono gli eventi olimpici nel 1984. Tra questi uno dei più interessanti è lo Skenderija, perché la sua architettura titina si inserisce come un pugno in un occhio tra le costruzioni di stile ottomano della Baščaršija che giace a poche centinaia di metri. Skenderija è stato costruito nel 1969 e poi ampliato immediatamente prima delle Olimpiadi di Sarajevo 1984 quando gli organizzatori hanno realizzato che la sola Zetra Olympic Hall non sarebbe stata sufficiente ad ospitare tutti gli eventi di pattinaggio artistico e hockey su ghiaccio. Oggi il centro è utilizzato come arena per eventi e concerti e ospita un centro commerciale di secondo ordine in una delle sue ali. Se come noi siete appassionati di architettura socialista, che sarà anche triste e grigia ma è molto interessante, concedetegli uno sguardo (dall’esterno).
  10. Parco Vrlo Bosne
    A quindici chilometri da Sarajevo, ai piedi del Monte Igman, c’è un parco di oltre 600 ettari. Al suo interno la sorgente del fiume Bosnia crea una serie di laghi e cascate che ne fanno una tappa interessante se non avete intenzione di visitare i più celebri e spettacolari parchi dei Balcani, come i Laghi di Plitvice o il Parco Nazionale Krka (entrambi in Croazia). Se vi doveste trovare in città d’estate e la calura vi opprimesse potreste concedervi una lunga passeggiata ristoratrice nel Parco Vrlo Bosne, che offre sempre temperature più fresche del centro di Sarajevo.
  11. W Market Epicerie Fine
    Chi è stanco di caffè bosniaco e burek e ha bisogno di tornare ai gusti occidentali può visitare questo centro commerciale dove per prezzi decisamente alti troverà tutto il lusso che cerca, dallo champagne al caviale.
  12. Il Tunnel della Vita (o Tunnel della Speranza – Butmir)
    Durante i quattro anni di assedio questo tunnel della lunghezza di poco meno di un chilometro era l’unico modo per fare arrivare viveri, medicine e beni di prima necessità in città. Oggi è visitabile solo in parte ed è semplicemente un lungo corridoio. Il Tunel Spasa è da visitare più per il suo valore simbolico (e per il museo adiacente) che per altro.
  13. Čolina Kapa Astronomical Observatory
    Se decidete di salire sul Monte Trebević per vedere la Pista da Bob delle Olimpiadi di Sarajevo 1984 potreste fare una tappa anche in quel che rimane dell’osservatorio astronomico bombardato durante gli anni della Guerra di Bosnia. Oggi il luogo è pane per i denti degli appassionati di edifici abbandonati, ma un tempo è stato l’unico osservatorio nel suo genere di tutto il paese: nato all’interno di una fortezza austro-ungarica costruita nella seconda guerra mondiale, il sito consentiva ai ricercatori di passare al suo interno anche diversi giorni, senza la necessità di scendere in città.
  14. Museo Nazionale di Bosnia ed Erzegovina
    Fondato nel 1888 il Museo Nazionale di Bosnia ed Erzegovina ne ha passate di cotte e di crude nei suoi quasi 130 anni di storia. Non solo è stato parzialmente distrutto (e quindi chiuso) durante la guerra, ma successivamente nel 2012 è stato nuovamente chiuso a causa della mancanza di fondi. Oggi vive costantemente in bilico, con il rischio concreto che le sue porte si possano chiudere nuovamente da un momento all’altro perché i soldi non sono sufficienti a coprire le spese. I quattro padiglioni del museo ospitano dipartimenti di archeologia (con documenti e oggetti che fotografano la storia della Bosnia dall’età della pietra alla fine del Medio Evo), etnologia (che testimonianze e materiali che studiano la vita e la cultura degli abitanti della Bosnia nella storia), storia naturale (che non può che raccogliere tutta la flora e la fauna del paese, con oltre 2 milioni di specie presenti) ed una biblioteca con oltre 160.000 volumi. Essendo vicino al quartiere di Grbavica potreste andarci lo stesso giorno in cui visitate il quartiere socialista, abbinandolo ad una bella camminata lungo le rive del fiume (guardando il fiume, spalle alla città vecchia, camminate per circa 3 chilometri e vi ritroverete il museo sulla destra. Lo riconoscerete senza alcun dubbio).
  15. Sarajevo Film Festival
    Tutti gli appassionati di cinema potrebbero coordinare la visita a Sarajevo durante la settimana (solitamente la seconda di Agosto) del Sarajevo Film Festival: l’attenzione degli organizzatori per i nuovi talenti e per i registi emergenti ne fa una manifestazione diversa dalle altre e decisamente più originale; ma il vero punto di forza è la gigante arena che tutte le sere del festival consente ad oltre 3000 persone di guardare film sotto le stelle. Per saperne di più visitate il sito ufficiale.
Cosa Vedere e Fare a Sarajevo

Sarajevo ieri e oggi

Dove dormire a Sarajevo

Come al solito vi proponiamo alternative per tutte le tasche e per quanto riguarda le sistemazioni più costose anche con quel qualcosa in più che non sia semplicemente lusso e comfort.

  1. İsa Begov Hamam Hotel
    Perché andare nell’ennesimo Hilton se per lo stesso prezzo potete avere la comoditá di un quattro stelle unita all’atmosfera di un hotel costruito in pieno stile ottomano, con mobili e tappeti fatti a mano, colazione turca e la possibilitá di rilassarsi gratuitamente nel suo hammam interno? Se il vostro budget si aggira intorno ai 100 euro a notte per camera questa è la migliore scelta a Sarajevo. PRENOTA ORA!
  2. Travellers Home HostelHostel City Rest
    Due ostelli in pieno centro, dotati sia di camerate (circa 10 euro per ogni posto letto a notte), che di camere private. L’Hotel City Rest non ha sistemazioni con bagno in camera, mentre il Travellers Home Hostel dispone anche di qualche piccolo appartamento per famiglie. PRENOTA ORA!
  3. Apartment Beautiful View
    Sarajevo, come poi tutti i paesi nei Balcani, pullula di appartamenti privati in affitto. Ne abbiamo scelto uno, che per la vista, il giardino (con barbecue) e il patio, non ha rivali, soprattutto con l’arrivo della primavera e dell’estate. Con 20 euro avrete 40 mq di appartamento per due persone, con 30 euro per tre persone. PRENOTA ORA IL TUO APPARTAMENTO A SARAJEVO!

Dove mangiare e bere a Sarajevo

  1. Inat kuća (Veliki Alifakovac, 1)
    L’Inat kuća (AKA House of Spite) si trova proprio sul fiume di fronte alla Vijećnica – Biblioteca Nazionale e Universitaria della Bosnia ed Erzegovina: gode quindi di una vista pazzesca, soprattutto dal terrazzino estivo). Ha una cucina estremamente tradizionale e un menù vario e ampio, cosa non scontata in Bosnia. Ordinate non più di due portate perché le porzioni sono parecchio abbondanti. Spenderete tra i 10 e i 15 euro (massimo!) a testa. Diciamo che è una tappa obbligata nel vostro soggiorno a Sarajevo.
  2. Buregdžinica Bosna (Bravadžiluk, 11)
    Un Buregdžinica è un ristorantino/fast food dove servono burek in tantissime varianti: qui potrete provarlo carne oppure con spinaci. Perché non buttarsi invece su quello alla zucca? Tutto rigorosamente halal. Attenzione ad ordinare: come spesso accade sui Balcani, anche al Buregdžinica Bosna vi serviranno un burek da un kg!
  3. Cevabdzinica Željo (Kundurdžiluk, 19)
    Avete presente i ristoranti che tutti vi consigliano, quelli che trovate nelle guide e nei quali gli amici vi dicono che non potete non mangiare? Ecco, molto spesso questi posti sono in realtà un pacco per turisti. Željo, nella Baščaršija, non fa parte di questi: ha una reputazione così alta perché la carne che si mangia qui è davvero spettacolare. Le scelte sono poche, quindi vi consigliamo di ordinare mezzo piatto di cevapcici e mezzo di sujuk (detta anche sudžuk, ovvero salsiccia leggermente piccante) con pane. Vi arriverà con un contorno di senape e cipolle, come accade quasi sempre, e abbondante pane. La bevanda più adatta per rinfrescarvi il palato dai sapori della carne speziata è un ottimo bicchiere di yogurt fatto in casa. Spenderete non più di 7 euro.
  4. Bosnien restaurant ASDZ (Ćurčiluk mali, 3)
    In piena città vecchia, l’ASDZ è il posto ideale per chi è alla ricerca di tipicità casalinghe bosniache: zuppe, sarma, verdure ripiene, stufati di carne. L’arredamento, più ricercato rispetto ai suoi concorrenti, nella Baščaršija garantisce al locale quel tocco in più, che non guasta mai.
  5. Cevabdzinica Mrkva (Ravadžiluk, 13)
    Un’istituzione per mangiare cevapcici a Sarajevo dal 1963. Il locale nella città vecchia è stato quello che ha dato via all’apertura degli altri, diventando una piccola catena locale. Oggi potete trovare Mrkva anche nei quartieri di Kovačići, Dolac Malta, Dobrinja e nel Sarajevo City Center. Ma nonostante questa espansione, a sentire i locali, la ricetta resta ancora quella originale!
  6. Barhana (Đulagina čikma, 8)
    In pienissima città vecchia, il Barhana si trova in una piccola corte interna parallela alla Ferhadija, la via principale. È elegante e curato nei dettagli e grazie alla sua posizione è sempre pieno: da queste parti troverete indistintamente turisti e locali. La cosa curiosa è che i turisti cercano piatti bosniaci, mentre i clienti del posto ordinano quasi sempre lasagne, che al Barhana sembrano essere le migliori della regione. Due piatti da provare: la Bosnian pot (che è uno stufato misto di verdure e carne) e gli zucchini ripieni (stuffed zucchini). Ottima la selezione di rakia.
  7. Morića Han (Sarači, 77)
    In epoca Ottomana qui si riposavano e ristoravano mercanti e viandanti; il Morića Han era uno dei più importanti caravanserraglio a cavallo tra l’est e l’ovest. Dopo essere stato distrutto più volte dalle fiamme, oggi è un grazioso giardino che ospita un ristorante, un café e un negozio di tappeti. È qui che tanti locali bevono ottimo caffé (o tè) bosniaco, facendosi largo tra i turisti curiosi.
  8. Kod Bibana (Hošin brijeg, 95)
    Salendo qualche centinaio di metri sui monti che circondano la città troverete diversi ristoranti che sfruttano la bellissima vista su fiume e Baščaršija: tra questi il Kod Bibana é quello che meno sfrutta esclusivamente la posizione e offre un menù interessante, tradizionale e con buon rapporto qualità prezzo.
  9. Cafè Tito (Zmaja od Bosne, 5)
    Sul lungofiume, dalle parti del Museo Nazionale di Bosnia ed Erzegovina (sulla Wilson’s Walkaway) c’è un bar dedicato a Josip Broz Tito, raccolto e caldo d’inverno e con una bella corte d’estate. Spesso fanno concertini: tenetevi quindi informati per ascoltare ottima musica e bere una birra o un cocktail.
  10. Kino Bosna (Alipasina, 19)
    Locale ricavato da un vecchio cinema, che è affollato quasi tutte le sere e specialmente il Lunedì quando c’è musica dal vivo e diventa il centro della vita notturna di Sarajevo. Troverete molti clienti locali, altrettanti turisti e residenti stranieri.
  11. Zlatna Ribica (Kaptol, 5)
    Se cercate qualcosa di diverso rispetto ai locali tradizionali potete contare su quello che, a nostro parere (ma anche di diversi nativi che abbiamo interpellato), è il locale più alternativo della città. Al vostro ingresso grandi specchi dorati e chincaglierie luccicanti provenienti da ogni parte del mondo vi lasceranno esterrefatti. Via di mezzo tra un elegante bistrot francese e un decadente salotto viennese ma con un tocco bizzarro di chi non vuole cadere in nessun cliché, lo Zlatna Ribica non delude le aspettative di chi lo definisce il locale più interessante di Sarajevo. I prezzi leggermente maggiorati sono compensati da un servizio eccellente. Non dimenticate di fare un salto nel suo piccolo bagno che, in quanto ad originalità, supera se possibile anche la sala principale.
  12. Celtic Pub (Ferhadijan, 12)
    Chi anche in Bosnia non vuole rinunciare ad un tocco di Occidente puó bere una birra in questo locale dall’atmosfera scozzese/irlandese, molto frequentato da studenti universitari anche grazie agli happy hour organizzati settimanalmente.
Cosa Vedere e Fare a Sarajevo

Sarajevo – La Moschea dell’Imperatore

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