disastro politico * ricostruzione totale * stara čaršija * 

Skopje, capitale della Repubblica di Macedonia, adagiata lungo il  fiume Vardar, è la città che non ti aspetti. Quasi totalmente rasa al suolo da un forte terremoto avvenuto nel 1963, nell’ultimo decennio è stata ricostruita ed agghindata con il proposito di mostrare al mondo le proprie illustri radici. Per questo motivo molti backpacker la snobbano, convinti che essendo quasi completamente nuova a Skopje non ci sia niente da vedere.

Se si scavasse invece più a fondo si vedrebbe una città che nasconde le idiosincrasie di una nazione intera: qui valanghe di colossali statue ed edifici intonacati di fresco dagli stili più disparati hanno solamente reso chiaro al mondo intero (ma soprattutto ai macedoni arrabbiati per l’ingente spesa pubblica) l’insicurezza di un governo che ha preferito allestire un teatrino bizzarro per turisti piuttosto che venire a patti con i problemi reali della nazione.

Se volete vedere Skopje con una guida locale questo è il miglior tour di un giorno intero 

Se invece avete poco tempo, affidatevi ad un professionista che in mezza giornata vi fa vedere il meglio di Skopje

Nel corso dei secoli Skopje ha subito l’avvicendarsi di molteplici dominazioni diverse: slavi, bizantini, normanni, bulgari, serbi. Dal 1392 al 1912 è stata dominata dall’impero ottomano e solo in seguito alla seconda guerra mondiale, nel 1945, la città è stata dichiarata capitale della Repubblica Socialista di Macedonia.

La neonata nazione non ha avuto da allora vita facile. L’utilizzo del termina Macedonia ha dato origine a forti polemiche con la vicina Grecia, che caparbiamente rifiuta di “prestare” ad altri un termine che da sempre identifica il suo territorio. Inoltre la Repubblica di Macedonia è anche accusata dalla Grecia di appropriarsi di simboli e figure storiche proprie della cultura ellenica per crearsi un’identità nazionale più accattivante.

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La gigantesca statua di Macedonia Square

Con gli altri stati balcanici le relazioni non sono migliori: la Bulgaria magari non si interessa troppo di nomi e nomignoli, ma considera queste zone un distretto bulgaro che non ha nemmeno una propria lingua ma che, a suo dire, parla un dialetto bulgaro. Ora grazie a numerosi trattati di pace la situazione appare più distesa; proprio come con l’Albania, altra nazione con la quale la Macedonia, ha avuto un passato turbolento.

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Per saperne di più su Macedonia, Albania, Serbia, Montenegro leggete: Scoprire i Balcani. Storie, luoghi e itinerari dell’Europa di mezzo

Per capire meglio i perché di tanto caos in una nazione così piccola può essere utile conoscere le varie etnie che popolano la Macedonia: ovviamente macedoni, poi albanesi (il 20% della popolazione secondo lo stato macedone e più del 40% secondo quello albanese) e a seguire turchi, rom, serbi e bosniaci. Nel 2001 tra la maggioranza etnica macedone e la minoranza albanese è stata sfiorata la guerra civile. Ecco forse il motivo per il quale la nota insalata di frutta si chiama proprio macedonia e chiunque sa che ci vuole pazienza per lavare, pulire e sgranare tutta quella frutta diversa.

Il colossale disastro politico di “Skopje 2014”

Tutte queste premesse storiche ci servono per comprendere meglio il perché di un fenomeno come il progetto governativo “Skopje 2014”, che ha indignato buona parte della popolazione e portato la capitale macedone a sembrare un enorme parco divertimenti a tema storico.

L’essere sbeffeggiati e non riconosciuti dalle nazioni limitrofe ha portato il governo a cercare il modo più eclatante e vistoso per rafforzare l’identità nazionale: lo stanziamento di cinquecento milioni di euro per la ricostruzione totale in grande stile del centro storico con viali, ponti, enormi complessi museali ed edifici burocratici, fontane con giochi di luce ed acqua e soprattutto enormi statue di eroi nazionali. Citate uno stile architettonico a caso, nel centro di Skopje vi troverete un degno rappresentante; probabilmente sarà fuori contesto storico e apparirà oltremodo inappropriato, ma ci sarà! Skopje oggi è una bizzarra accozzaglia di stili, con sovrappopolamento di statue di ogni foggia e dimensione. Tutto ciò in uno stridente contrasto con la città vecchia, il quartiere ottomano che sorge di fianco alle zone ricostruite, un vivace bazar ricco di moschee che ricorda molto quello di Sarajevo, ma più raccolto e se possibile più autentico.

Il progetto “Skopje 2014” è stato fortemente criticato per l’alto costo (certo, queste risorse potevano trovare obiettivi più validi, viste le problematiche economiche e sociali che obbligano ancora oggi migliaia di macedoni a migrare all’estero per assicurare un futuro alla propria famiglia) e per l’aver trasformato la città in una piccola Las Vegas a sfondo nazionale. Lucida, benestante e lontana dalla realtà della nazione, quella dal terreno prevalentemente montuoso, aspro e accidentato, a forte rischio sismico, con poche possibilità per le grandi aziende e scarsi fondi per investimento. Immaginate con un un tasso di disoccupazione superiore al 30% cosa può succedere quando il governo decide di investire tutte le proprie risorse economiche in ghingheri. La più pacifica delle proteste è stata la Colorful Revolution, una serie di manifestazioni cittadine dove il malcontento verso sperperi pubblici, corruzione e mancanza di libertà è stato canalizzato in bombe di colore che, sono state lanciate dai cittadini armati di catapulte artigianali, contro i lindi palazzi e le statue del rinnovato centro storico.

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Le mille statue di Skopje

Chiariamo subito che a noi questa bizzarra sensazione di essere in un set cinematografico è piaciuta dal primo secondo. Abbiamo corso come bambini tra un palazzo e l’altro fotografando le statue più grandiose e zigzagando tra finti galeoni adibiti a ristoranti e fontane. L’atmosfera ci ha stregato e ci ha regalato passeggiate interessanti e fotografie pittoresche e surreali. Finito l’abbaglio ci si ferma però a pensare e a parlare con i locali: e ci si rende velocemente conto delle contraddizioni rappresentate da questo siparietto nazionale.

Per guidarvi ad una scoperta consapevole della città vi raccontiamo cosa vedere a Skopje in qualche giorno di permanenza, sottolineando che vale la pena di dedicare alla città (che è molto più del suo rinnovato centro “storico”) almeno 3/4 giorni. Ma per prima cosa, troviamo un albergo in una zona strategica della città, senza farvi spennare da albergatori molto molto svegli.

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Uno dei tanti… rifacimenti di Skopje.

Dove dormire a Skopje

Le opzioni per dormire in città sono tante, in generale per evitare un aumento dei prezzi e avere un po’ più di tranquillità conviene soggiornare leggermente fuori dalle aree del centro turistico.

Hi Skopje Hostel

La nostra scelta è stata l’Hi Skopje Hostel (ne abbiamo parlato approfonditamente nell’articolo dove dormire a Skopje, Macedonia: Hi Skopje Hostel), ostello dall’atmosfera rilassata e amichevole, con tanti spazi comuni colorati ed invitanti per rilassarsi dopo una giornata di passegiate per la città socializzare con gli altri ospiti nel suo grande giardino. Camere private con bagno in comune a 30 euro e letto in camerata a circa 10 euro, in un quartiere rilassato a 15 minuti dalle zone più centrali. Imprescindibile per tutti i backpacker. PRENOTA ORA!

Hotel Skopje

Vicino allo zoo della città, e quindi a circa 3 chilometri da Macedonia Square, è un’ottima soluzione alberghiera di medio/buon livello: offre con stanze piacevoli e una bella colazione a buffet con prezzi tra i 40 e i 50 euro a notte. PRENOTA ORA!

Infinity Apartments

Un’altra soluzione è cercare alloggio vicino al bel quartiere di Debar Malo, ovvero la zona più alla moda di tutta Skopje, dove i più giovani vanno alla ricerca di locali in stile occidentale.  Da queste parti la sistemazione ideale è  un modernissimo appartamento dotato di tutti i comfort necessari per soggiorni più lunghi a meno di 40 euro a notte per due persone,45 per tre. La media di 9,8 su Booking dovrebbe essere un’ulteriore sicurezza. PRENOTA ORA!

L’altra soluzione è invece affidarsi ad Airbnb, il sito grazie al quale i privati cittadini affittano le loro case e appartamenti. A Skopje troverete centinaia di offerte per tutte le case. Iscrivetevi ad Airbnb da questo link e avrete immediatamente un buono fino a 35 euro per le vostre prenotazioni.

Macedonia Square, il cuore di “Skopje 2014”

La zona della ricostruzione si sviluppa nei dintorni della grandiosa Macedonia Square, la nuova e grande piazza sulla quale svetta l’enorme statua equestre Alessandro il Grande. Tutt’attorno statue di guerrieri e sapienti si mischiano a raffigurazioni di gente comune (come famigliole e mendicanti)  tra un tripudio di fontane e leoni di bronzo.
Lungo il corso del fiume Vardar innumerevoli ponti illuminati da graziosi lampioncini garantiscono una eccellente vista sulle 3 ricostruzioni di galeoni ormeggiate dentro il fiume, adibite ad hotel e ristoranti di lusso.



Tra edifici di recente costruzione si distingue il Ponte di Pietra (Stone Bridge), un antico ponte costruito nella seconda metà del 1400, durante il regno del Sultano Mehmed II il Conquistatore. Danneggiato più volte durante nei secoli poi risistemato, questo ponte lungo 214 metri ha perfino scampato la distruzione durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i nazisti posizionarono esplosivi sui suoi pilastri per farli esplodere in caso di bisogno. Il Museo Archeologico di Macedonia è una delle attrazioni più conosciute della città. Fornito di una collezione archeologica ed etnografica di tutto rispetto, tende però a calcare un po’ troppo la mano per dimostrare quanto sia stato centrale il ruolo della Macedonia in diversi punti cruciali della storia dell’umanità.

Un edificio interessante è la Vecchia Stazione Ferroviaria, al momento chiusa al pubblico ma fino a qualche anno fa adibita a museo cittadino. Sulla sua facciata si trova l’orologio le cui lancette sono ferme all’ora in cui il sisma si abbatté sulla città, le 5,17 di pomeriggio.

Corso Macedonia, è vitale e ricca di negozi e ristorantini, qui si trova anche il Memoriale di Madre Teresa di Calcutta, forse l’unico edificio di buon gusto tra quelli di recente costruzione, qui si possono acquistare souvenir e osservare una serie di fotografie esposte in un piccolo museo ad ingresso libero. Proseguendo lungo questa via, nei dintorni e nel parco circostante ci si può imbattere in molte delle statue di bronzo che raffigurano i cittadini macedoni: gruppi di amici che chiacchierano e fanno shopping, famiglie felici, un mendicante adagiato a terra.

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Macedonia Square

Architettura giapponese brutalista di Skopje

Ai margini della zona nuova troverete alcuni edifici architettonicamente interessanti, soprattutto se come noi avete la passione per l’architettura di stampo socialista dove regnano le forme geometriche imponenti ed il cemento. Cercate lo storico Palazzo delle Poste di Macedonia ne è uno splendido esempio ancora fortunatamente intatto anche se un po’ decadente. Questo stile particolarissimo nasce durante la grande ricostruzione che seguì il terremoto del 1963, quando venne indetto un bando al quale parteciparono numerosi architetti internazionali. Il giapponese Kenzo Tange e il macedone Janko Konstantinov, furono i due architetti che maggiormente lasciarono il segno nella Skopje degli anni ottanta con un progetto attualissimo per i tempi: moderno, futurista e articolato su più livelli e dimensioni. Una versione vista con gli occhi giapponesi del brutalismo architettonico dell’Europa post-bellica. Tanti degli edifici in questo stile, per molti oggi antiestetico, sono stati demoliti e trasformati in costruzioni più “delicate” per l’occhio, ma se vi aggirate per la città ne troverete ancora diversi rappresentanti.

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East VS West: il Palazzo delle Poste di Skopje

Il Vecchio Bazar del quartiere ottomano: “Stara Čaršija”

Sull’altra sponda del fiume Vardar rispetto al quartiere rinnovato sorge il Vecchio Bazar, Le bancarelle di souvenir iniziano qui, al fondo della piazza, dopo l’ennesima fontana con guerriero vittorioso.

Questa zona di Skopje è stata nel tempo un vero e proprio barometro socio-politico dei cambiamenti interni del paese. Oggi chiamata la “Stara Čaršija”, la vecchia čaršija, in passato è stata prima la “Čaršija turca” e poi per molti  “la Čaršija degli albanesi” per la predominanza etnica albanese che tuttora ci vive e lavora. Qui svettano bandiere nere e rosse e non mancano neppure i graffiti che invitano gli albanesi a lottare per la formazione dell’Albania etnica. Qui l’Islam è visto come baluardo identitario, un processo iniziato negli anni ’80, mentre la Jugoslavia sprofondava nella crisi economica e le differenze economiche e sociali tra le etnie erano sempre più marcate, creando fenomeni di auto ghettizzazione nelle zone cittadine. Negli anni ’90 la Čaršija di Skopje era un luogo pericoloso e decadente. Nessun macedone la attraversava e solo qualche gruppo di artisti alternativi vi aveva stabilito il proprio ritrovo creativo. Dopo diversi anni, con l’allentarsi delle diatribe etniche la “Stara Čaršija” è diventata di moda, ricca di caffè e vivacemente frequentata da tutti. Molti bazar sono tutt’altro che tradizionali, ma evitando le vie principali troverete botteghe di artigiani quali sarti e calzolai e trattorie interessanti. Visitate la Moschea Mustafà Pascià, il caravanserraglio di Kapan An e lo splendido Hammam Tchifté che, tra le sue tante cupole, ospita la National art gallery della Repubblica di Macedonia.

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Il vecchio bazar ottomano

Fortezza di Kale, la vista perfetta sulla città

Tra il vecchio Bazar e le sponde del fiume Vardar si estende la Fortezza di Kale, che domina su Skopje dal 200 a.C. Oggi rimangono solo le mura del possente complesso, distrutto anch’esso dal terremoto del ’63, ma resta comunque una delle icone della città, nonché il luogo perfetto per vedere la città dall’alto e osservare il quadro generale della sua bizzarra conformazione architettonica.

Chiese e cattedrali di Skopje

Il luogo di riferimento spirituale dell’anima ortodossa della città è l’austera cattedrale dedicata a San Clemente di Ohrid. Disegnata da Slavo Brezovski, venne consacrata nel 1990, in occasione dei 1150 anni dalla nascita di San Clemente di Ohrid. La struttura presenta una forma circolare ottenuta mediante la combinazione di numerose cupole e archi che occupano una superficie di circa 1300 metri quadrati. Assieme alla cattedrale, è stata realizzata una piccola chiesa dedicata alla Vergine Maria. Altro luogo di spicco per la comunità religiosa ortodossa è la più rilassata Chiesa Sveti Spas, risalente al XVII secolo, situata ad est della Fortezza di Kale. Questo piccolo centro religioso è famoso per la sua iconostasi in legno di noce, opera dei fratelli Marko e Peter Filipovski e Makaria Frckovski, e per la sua galleria occidentale un tempo riservata alle donne.

Un’altra chiesa ortodossa molto imponente è in costruzione di fianco al museo dedicato a  Madre Teresa di Calcutta, le cupole dorate che la sovrastano promettono sfarzo e ricchezza anche al suo interno.

Poco fuori dal centro città (vi servirà la macchina, un autobus o un taxi – pagherete sui 6-7 euro per un viaggio di sola andata – per arrivare nel villaggio di Gorno Nerezi – Monte Vodno) c’è quella che è la chiesa più antica di tutta Skopje: il Monastero di San Panteleimon è stato costruito nel dodicesimo secolo, poi distrutto e ricostruito nuovamente. Ma ancora oggi è possibile ammirare parte degli affreschi della prima costruzione, inglobati nel nuovo edificio, che rappresentano la migliore eredità che ci è giunta dell’arte medievale di Macedonia.

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L’imponente San Clemente di Ohrid

Millenium Cross, Monte Vodno

La capitale macedone è dominata dal Monte Vodno, visibile da ogni angolo della città. Se guardate bene sulla sua sommità vedrete una gigantesca croce, la Millenium Cross, costruita per celebrare i 2000 anni della religione cattolica nel paese. Arrivare lassù è l’occasione per una bella gita fuori porta, per fare un picnic con vista, dedicarsi ad impegnativi percorsi di trekking o semplicemente bere qualcosa di fronte ad un paesaggio spettacolare. Leggete il nostro approfondimento su come arrivare  e cosa fare alla Millenium Cross, su Monte Vodno c’è una Cable car (funivia).

Topana e Sutka: quartieri Rom di Skopje

A pochi passi dalle principali zone turistiche della città e dalla movida della nuova Skopje sorge il quartiere di Topana, abitato prevalentemente da persone di etnia rom e albanesi emigrati dal Kosovo. Le guide turistiche non citano nemmeno la cittadina di Sutka, un distretto a dieci minuti di bus dal centro, popolato interamente da Rom e governata da Elvis Bajram, un sindaco rom.


I locali vi diranno che in questi posti non c’è nulla da vedere e che è pericoloso anche solo entrarvi.. Ebbene il rischio più grande è che possiate correre è incappare in famiglie ospitali che vi offriranno un caffè o che si stupiranno che, turisti benestanti in visita alla città, abbiano deciso di dedicare delle attenzioni a loro, da sempre ignorati e ghettizzati. Conoscere per le strade di Šutka tantissimi giovani che parlano inglese, francese ed italiano senza mai essere usciti dalla loro città fa capire la voglia di queste nuove generazioni di essere ascoltati. Visitando questi luoghi (dove l’età media è incredibilmente bassa e il sistema educativo praticamente inesistente) ci viene il dubbio che, costruire qualche statua in meno sarebbe stato utile per migliorare le condizioni di vita di interi quartieri, dei quali Sutka e Topana sono solo un esempio.

Dove mangiare e bere a Skopje

Anche dopo aver passato quattro mesi tra Bosnia, Albania, Croazia, Montenegro e Macedonia non eravamo né stanchi né sazi della cucina balcanica. Così anche a Skopje ci siamo messi alla ricerca di qualche ottimo ristorantino tipico, per placare la nostra fame di deliziose grigliate di carne a buon mercato. Abbiamo scoperto una città che ha un panorama gastronomico vivace e vario, a patto di uscire, e in fretta, dal centro turistico. Se siete a Skopje e vi chiedete dove trovare un ristorante tradizionale e non rinunciare poi a un dopocena più alla moda, leggete il nostro articolo su dove mangiare e bere a Skopje.


 

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