due mesi nel paese delle aquile e non averne avuto abbastanza

Nei nostri programmi ci saremmo dovuti fermare in Albania un mese. Uno soltanto. Al secondo giorno che passavamo a Scutari ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di starcene due, di mesi. Il motivo? Quello che avete letto, immaginato o che vi hanno raccontato dell’Albania non è vero.

Qualche esempio?
Abbiamo trovato un paese incredibilmente vitale, dove le persone pur avendo spesso stipendi molto bassi han sempre voglia di stare in giro, socializzare, tra un caffè in un bar e un giro a piedi nel centro.

Abbiamo trovato una nazione nella quale il turismo di massa ancora non è arrivato e quindi a chi la visita si riservano i migliori tavoli, il cibo più buono, il meglio di tutto. Perché il turista parlerà con altri turisti e dirà loro quanto ha amato l’Albania. Strano, perché altrove al turista si danno gli scarti, tanto chi lo vedrà più.

NON PARTITE SENZA AVER ACQUISTATO LA GUIDA LONELY PLANET DELL’ALBANIA

Chi come noi viaggia senza una data di ritorno ha bisogno anche di comfort: che significa trovare stanze pulite, con wifi che funziona e in linea con quanto è stato promesso. Abbiamo cambiato qualcosa come dieci appartamenti e mai, dico mai, abbiamo trovato qualcosa fuori posto.

La popolazione è ospitale come in pochi altri paesi al mondo. Quando abbiamo invitato a prendere qualcosa da bere un ragazzo che per aiutarci aveva fatto mille telefonate, una volta al bar ha insistito per offrire lui. “Pagherete quando ci incontreremo in Italia“, ha chiosato.

Vi hanno detto che in Albania le strade son messe malissimo, piene di buche. Son sicuramente tortuose a causa delle montagne che attraversano, ma salvo qualche eccezione sono ottime. Forse poche, ma ottime.

Vi hanno detto che gli albanesi rubano e truffano, ma fidatevi sono più le volte che noi siam saliti su un autobus senza pagare il biglietto che quelle in cui han tentato di fregarci.


Vi hanno detto che in Albania non c’è nulla da vedere. Che ne è allora del mare cristallino del sud (Dhermi e compagnia) e della natura incontaminata del nord (leggi anche Valle di Valbona: paradiso del trekking in Albania)? Che dire invece del fatto che se siete con bambini e volete una spiaggia attrezzata, potrete andare al mare dalle parti di San Giovanni Medua e spendere la metà che sulle coste italiane? Anche gli intellettuali non sfuggiranno al suo fascino, potendo girare tra gli antichi borghi di Berat e Gjirokaster.

Alla sera, al ristorante, però arriva la vera sfida. Quella di “chi me l’ha fatto fare di andare in Albania“: riuscirete a spendere più di 10 euro a testa a mangiar fuori?

Ora quindi vi rimane solo un’ultima scusa per non partire subito: non parlate l’inglese, quindi come farete a farvi capire? Peccato che da quelle parti tutti parlino un ottimo italiano.

Post scriptum: e quelli che “ci andrei anche oggi in Albania, ma non posso rinunciare alla pizza” ci scrivano in privato: gli indicheremo alcune pizzerie che non gli faranno mancare il belpaese.

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