re narai palace * tempio delle scimmie * wat phra si rattana mahathat

Tre ore a nord di Bangkok e a 70 chilometri dalla celebre Ayutthaya, in piena Thailandia centrale, c’è una città che è spesso snobbata della stragrande maggioranza degli itinerari di viaggio. Chi vi arriva lo fa spesso per poche ore e si limita a vedere l’imperdibile Tempio delle Scimmie e le rovine del centro città. I dintorni di Lopburi invece ospitano alcuni siti di grande fascino, che ne fanno una meta a cui dedicare almeno un paio di giorni.Quasi tutti i visitatori che arrivano qui lo fanno dopo aver visitato Ayutthaya e prima di andare a nord, magari a Chiang Mai. Noi vi consigliamo di dopo Lopburi di proseguire verso l’Isaan, ovvero la regione nord-est della Thailandia, una delle più rurali che possiate visitare nel paese.



Una delle caratteristiche che rende Lopburi interessante è il modo in cui le rovine sono incastrate tra case, negozietti e mercati: ad Ayutthaya avevamo già avuto modo di ammirare antichi templi perfettamente integrati nel contesto urbano, ma solo per alcuni siti. Con ben poche eccezioni invece, qui nella città delle scimmie, i templi (o a volte quel che ne rimane) sono al centro e tutto quello che l’uomo ha costruito successivamente è semplicemente intorno a questi. Troverete rovine nel bel mezzo della ferrovia e dentro le rotonde; vedrete antiche mura  svettare dalle bancarelle di un mercato o semplicemente vi imbatterete in qualche rovina semplicemente camminando per la città vecchia.

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La storia di alcuni monumenti importanti di Lopburi inizia nel decimo secolo, quando la città è stata annessa all’Impero Khmer di Angkor, quello che diversi secoli dopo ha conquistato, saccheggiato e distrutto gran parte della regione. Questa lunga dominazione spiega perché molte attrazioni delle città sono costruite con architettura Khmer. Durante il tredicesimo secolo l’area passò nelle mani del Regno Sukhotai, che nel frattempo si stava consolidando nel nord della Thailandia. Successivamente è stata annessa al Regno Ayutthaya: il Re Narai il Grande ha poi fatto di Lopburi la sua seconda capitale, costruendovi diversi monumenti, tra cui il Phra Narai Ratchaniwet, ovvero la sua residenza, a partire dal 1655.

Di cosa parliamo in questo articolo:


Dove dormire a Lopburi, Thailandia

Molti viaggiatori preferiscono arrivare a Lopburi in giornata da Ayutthaya: non fate questo errore. Avreste tempo solo per vedere le principali attrazioni del centro e vi perdereste gli splendidi dintorni di Lopburi, di cui abbiamo parlato in questo articolo. Prendetevi quindi almeno due giorni e una notte, alloggiando in una delle sistemazioni consigliate.

Kaewhouse Homestay

Un homestay coi fiocchi! Sarete ospiti di una giovanissima coppia thailandese (con due bimbi) che si occuperà di farvi sentire decisamente a vostro agio! Cucineranno anche per voi, preparando specialità casalinghi thailandesi. La casa è un po’ fuori mano rispetto al centro, ma niente paura: potrete affittare direttamente dai proprietari un motorino a prezzi stracciati. Il tutto a partire da 9 euro a notte per una camera doppia. PRENOTA ORA!

Noom Guesthouse

La soluzione ideale per chi vuole dormire nella posizione già strategica possibile: un ostello molto curato, a 10 euro a notte per una camera doppia, in cui troverete atmosfera rilassata ed internazionale, camera curate e pulite e un personale che non esiterà ad aiutarvi, qualunque siano le vostre necessità di visita a Lopburi. PRENOTA ORA!

Windsor Resort

Se avete un budget più alto, intorno ai 20 euro a notte, questa è la sistemazione che fa per voi: un resort con mini-appartamenti di nuovissima costruzione, dove l’atmosfera è sostituita dalla qualità e precisione dei servizi. Posizione decisamente buona, a un chilometro e mezzo circa dai principali siti di Lopburi.  PRENOTA ORA!

Cosa vedere a Lopburi: il centro città

Per prima cosa dovrete decidere come muovervi a Lopburi. Quasi i viaggiatori tutti decidono di farlo a piedi, considerate le dimensioni ridotte del centro città e la relativa vicinanza di tutti i principali siti. Così facendo vedreste tutti i luoghi principali ma perdereste alcuni templi che si trovano immediatamente fuori dalla città vecchia e non potreste andare a zonzo per le sue campagne, seguendo i corsi d’acqua che la bagnano e regalano paesaggi da cartolina del sud-est asiatico. Il nostro consiglio è quindi di affittare un motorino (chiedete al vostro albergo/guest-house; quelle citate sopra sono in grado di darvi indicazioni precise) per due giorni e vedere sia il centro città che la zona nei dintorni di Lopburi.

Phra Narai Ratchaniwet Palace & Somdet Phra Narai National Museum

Ovvero il Palazzo del Re Narai, il complesso dove il sovrano si trasferiva da Ayutthaya quando passava lunghi mesi a Lopburi. Il vostro itinerario in città dovrebbe iniziare proprio qui, perché grazie alla sua posizione strategica rispetto agli altri siti riuscirete a fare un percorso coerente e poco dispersivo.
Questo era molto più di un semplice palazzo, ma una vera e propria piccola città che si dipanava nei dintorni delle sale principali (la Throne Hall, per intenderci): dal 1665 al 1677 erano stati costruiti un edificio per i visitatori stranieri (strategicamente presenze molto importanti per Lopburi, come vedremo successivamente), un luogo adibito a magazzino, diversi templi, un enorme tank per l’acqua e tanto altro. Cosa rimane oggi di tutto questo? Sinceramente non troppo, fatto salvo alcune mura esterne e rovine di templi, colonne e statue. Il tutto con uno stile che ibrida lo stile thailandese con architettura khmer ed elementi tipicamente europei. Quello che colpisce del Para Narai Ratchaniwet Palace è il complesso stesso, la sua armonia e il colpo d’occhio dei giardini in cui è immerso, che tra l’altro sono tenuti perfettamente. Non aspettatevi quindi la potenza delle rovine della vicina Ayutthaya, ma una bellezza meno urlata.
Attraversato tutto il parco arriverete al Somdet Phra Narai National Museum, uno dei musei più interessanti per capire la storia della Thailandia e in particolare del Regno Ayutthaya e Sukhothai. Tra manufatti, capi di vestiario, una lunga serie di statue (interessantissima la contemporanea presenza di Buddha e divinità induiste), elementi di arredo e architettonici. Da sottolineare, una volta tanto, la cura con cui sono state redatti i pannelli esplicativi, scritti con stile e piglio davvero accattivanti. È in questo museo che inizierete a capire quanto Lopburi, già nel 1600, fosse un importante crocevia per mercanti, esploratori e diplomatici da tutto il mondo: non vi stupite quindi se vedete rappresentati personaggi cardine del mondo europeo accanto a figure centrali di quello medio-orientale, in visita in una città del centro-nord della Thailandia.
Considerate due ore in tutto per il complesso e il museo.
L’ingresso è a pagamento: 150 baht . Un po’ caro.

Wat Phra Si Rattana Mahathat

Wat Phra Si Rattana Mahathat

Ora dirigetevi, sempre utilizzando la nostra mappa, verso la stazione, per visitare il Wat Para Si Rattana Mahathat, il sito meglio conservato dell’intera Lopburi e quello il cui fascino si avvicina di più alla celebre Ayutthaya.
La datazione di questo tempio non è certa, ma quel che è sicuro è che fosse già utilizzato durante la dominazione Khmer nel tredicesimo secolo. Le diverse epoche che ha attraversato si riflettono sulla commistione di architetture che presenta: mentre il prang centrale è in stile tipicamente khmer, le costruzioni che lo circondano hanno tratti tipici del Regno Ayutthaya; non mancano inoltre influenze europee, soprattutto in quel che rimane di alcune finestre che presentano caratteristiche franco-gotiche.
Ingresso a pagamento: 50 baht (oppure acquistate un biglietto cumulativo di 150 baht per: Wat Phra Si Rattana Mahathat, Phra Prang Sam Yot, Kraison Siharat Palace e Ban Wichayen Residence).

Wat Phra Si Rattana Mahathat

Wat Nakhon Kosa

Guardando il Wat Phra Si Ratana Mahathat dirigetevi sulla destra: nella strada che vi porterà al Tempio delle Scimmie inizierete a notare come le rovine di Lopburi siano perfettamente integrate nel contesto urbano della città. Il caso del Wat Nakhon Kosa, che vi troverete dopo circa 500 metri sulla destra è emblematico: un tempio, o meglio quel che ne resta, incastrato tra le rotaia della vicina ferrovia cittadine.

Phra Kan Shrine

Proseguite dritto e poco prima della rotonda sulla vostra destra inizieranno a comparire decine di scimmie. Ci siete, siete arrivati al cuore di Lopburi, conosciuta appunto in Thailandia come la città delle scimmie. Cominciate l’esplorazione di questa zona dal Phra Kan Shrine, il santuario moderno costruito in posizione sopraelevata che vi troverete sulla destra, all’interno di un piccolo giardino conquistato dai divertenti e fastidiosi animali.
Approfondimento: Phra Kan Shrine e Phra Prang Sam Yod, Lopburi

Phra Prang Sam Yod – Tempio delle scimmie di Lopburi

Con le spalle al Phra Kan Shrine, dopo una rotonda che li separa, scorgerete gli alti prang stupa del Phra Prang Sam Yod, ovvero quello che è comunemente chiamato il Tempio delle Scimmie di Lopburi.
Anche questa costruzione, come il Wat Phra Si Rattana Mahathat, ricorda molto quelle spettacolari di Ayutthaya, soprattutto per i suoi tre prang centrali in puro stile khmer. La datazione del Tempio delle Scimmie è intorno al dodicesimo secolo. Non portate cibo, state attenti ai vostri zaini, non date corda alle centinaia di scimmie di cui vi troverete accerchiati! Noi vi abbiamo avvertito!
Ingresso a pagamento: 50 baht (oppure acquistate un biglietto cumulativo di 150 baht per: Wat Phra Si Rattana Mahathat, Phra Prang Sam Yot, Kraison Siharat Palace e Ban Wichayen Residence)
Per soddisfare tutte le vostre curiosità abbiamo scritto un approfondimento proprio sul Phra Prang Sam Yod di Lopburi

Wat Phra Si Rattana Mahathat

Prang Khaek

Ora continuate sulla strada che dal Phra Kan Shrine vi ha portato al Tempio delle Scimmie: proseguendo dritto incontrerete prima sulla sinistra un interessante mercato che si snoda all’interno di un dedalo di strette vie, poi il Prang Khaek. Queste rovine sono interessanti per due motivi principali: il primo è che, ancora una volta, uniscono due stili diversi quello khmer della prima costruzione ad influenze tipicamente induiste, apportate dal Re Narai diversi secoli dopo. In seconda battuta si trovano nel bel mezzo di una strada, di fianco ad un incrocio,  inserendosi abilmente nella giungla urbana di Lopburi in cui si alternano mercati, case e vecchi templi, il tutto diventato la patria delle numerose scimmie che abitano la città.

Ban Wichayen

Il Ban Wichayen è stato costruito durante il regno del Re Narai Il Grande per essere la residenza dell’ambasciatore francese Alexandre Chevalier De Chaumont durante la sua visita a corte nel 1685. Non solo: è stato il luogo dove sono state accolte tutte le delegazioni europee successive. La sua grandezza e magnificenza rendono bene l’idea di quanto fosse importante la presenza di personaggi del vecchio continente nella Thailandia del 1600-1700.
La storia del complesso si lega a quella di Constantine Phaulkon, un mercante ed esploratore che  nel diciassettesimo secolo è entrato nelle grazie del Re, ha fatto fortuna, salvo poi cadere in disgrazia e venire decapitato qualche decina di anni dopo.

Ingresso a pagamento: 50 baht (oppure acquistate un biglietto cumulativo di 150 baht per: Wat Phra Si Rattana Mahathat, Phra Prang Sam Yot, Kraison Siharat Palace e Ban Wichayen Residence)

Wat Sao Thong Thong

Davanti all’ingresso del Ban Wichayen si snoda Rue De France Road, ulteriore che vi dovrebbe convincere della contiguità tra Regno Ayutthaya ed Europa oltre quattrocento anni fa.
Incontrerete sulla vostra destra il Wat Sao Thong Thong, un tempio che nonostante la sua lunga storia (la costruzione si deve sempre al Re Narai, a fine del 1600) è ancora oggi utilizzato, a differenza di quanto avvenga per gli altri, ormai diventati solo siti di interesse turistico. Lì dove oggi siede un grande Buddha di oltre tre metri, qualche secolo fa andavano a pregare europei e musulmani che arrivavano a Lopburi: il sito era infatti costruito per essere un luogo dedicato alle diverse religioni di chi era a corte.

Chedi Luang Por Wat Monkhan

Da qui in poi dovrete avere un motorino. Troppo lunga per camminare.
Dal Wat Sao Thong Thong raggiungete la strada che corre parallela al fiume (con le spalle al tempio girate a destra poi imboccate ancora la prima strada a destra). Arriverete su Phra Ram, svoltate a destra e arriverete in una delle zone più carine della città, nonché una delle più vecchie: tra piccole botteghe artigiane, negozietti di quartiere arriverete ad un grande tempio proprio davanti a voi. Dopo una breve visita voltate a sinistra e fermatevi ad ammirare il panorama dal ponte sul fiume: barchette di pescatori e grandi reti da pesca vi riporteranno indietro nel tempo, facendovi immaginare come doveva essere la Thailandia qualche centinaio di anni fa. Subito dall’altra parte del fiume vi imbatterete in un tempio che si dipana dai due lati della strada, il Chedi Luang Port Wat Monkhan. particolarmente suggestivo per le sue alte costruzioni che si stagliano sulle rive del fiume.
Prendete ora la prima stradina sulla destra subito dopo il ponte, che costeggia il fiume. In pochi minuti vi ritroverete nella pace della campagna Thailandese dove campi di riso si alternano a grandi templi: perdetevi per due buone orette da queste parti, fino ad aspettare il tramonto, che in queste zone rurali è sempre molto suggestivo.

Wat Phra Si Rattana Mahathat

Paesaggi della Thailandia rurale

Cosa vedere nei dintorni di Lopburi

Peacock Temple – Tempio dei Pavoni (posizione esatta su Google Maps)

A circa 25 chilometri dal centro città a Lopburi c’è un luogo magico, decisamente fuori dai percorsi turistici più classici. Il Peacock Temple non è niente di più di quello che suggerisce il suo nome, ovvero il Tempio dei Pavoni, coloratissimi animali che lo popolano. Per arrivarci il nostro consiglio è di affittare un motorino da una delle guest-house nella città vecchia e godervi il percorso nella campagne thailandesi: attraverserete campi di girasole, zone brulle e villaggi immersi nella giungla, prima di arrivare a destinazione. La principale attrazione del tempio, i pavoni appunto, vivono nella sua zona inferiore, dove i monaci offrono loro cibo quotidianamente: non avrete difficoltà a trovarli, è sufficiente seguire i richiami (rumorosissimi) che emettono.
Alzate ora gli occhi al cielo: lo vedete quel tempio arroccato sulla montagna davanti a voi? È il momento di andare lassù, prendendo le scale che troverete nella parte opposta all’ingresso del complesso templare. Poco più di 400 gradini che vi porteranno alla sommità, dove vi aspettano un grande Buddha bianco, qualche cane sonnacchioso e una vista pazzesca sulla campagna che circonda il tempio.
Abbiamo scritto un approfondimento sul Peacock Temple.

Wat Phra Si Rattana Mahathat

Sub Lek Reservoir – Lago

A meno di dieci minuti di motorino dal Peacock Temple troverete la Sub Lek Reservoir, un lago dove i locali vanno durante il weekend per rilassarsi con le attività più disparate. Quella più interessante? Mangiare. Sulle rive del bacino idrico artificiale vedrete centinaia di piccole capanne/palaffitte proprio sull’acqua. Impadronitevi di una di questi e ordinate il pranzo da uno dei tanti ristorantini lungo la strada: potrete godere di un panorama stupendo e diventare in pochi minuti un abitante di Lopburi DOC, che durante i giorni liberi si rifugia nella tranquillità del lago.
Per saperne di più abbiamo scritto un approfondimento sul Sub Lek Reservoir.

Wat Khao Wong Phrachan (posizione esatta su Google Maps)

Il Wat Khao Wong Phrachan è un tempio buddhista piuttosto importante per tutta la Thailandia. Si dice contenga un dente di Buddha e ospiti una delle sue orme. Di conseguenza è una meta di pellegrinaggio molto popolare. Ma a renderla ancora più celebre tra i fedeli della regione è la sua posizione, arroccata su una collina alta 650. Per raggiungere a sua sommità e quindi il tempio dovrete fare una scalata lunga 3790 gradini in un percorso di più di un chilometro e mezzo in salita. Il paesaggio che circonda la scalinata è quello della campagna thailandese, che alterna vegetazione e aree più spoglie. Lungo tutta la salita troverete piccoli templi e stand in cui riposare e acquistare qualche bibita rinfrescante. Nel weekend l’ascesa per il Wat Khao Wong Phrachan può essere parecchio frequentata dai locali, quindi se volete evitare folla meglio andare tra settimana.
Considerate almeno un’ora/un’ora e mezza per raggiungere il punto più alto e quasi altrettanto per scendere. A causa della mancanza di alberi può diventare una gita molto impegnativa nei giorni più caldi.
La vista che ammirerete dall’alto e la soddisfazione per avercela fatta è però la miglior ricompensa per tanta fatica.

Wat Phra Si Rattana Mahathat
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Come arrivare a Lopburi

Il modo più conveniente e comodo per arrivare a Lopburi è in treno, anche perché gran parte delle sue attrazioni principali si dipanano ad un paio di chilometri da essa. Se pensate di visitare la città in giornata e avete uno zaino pesante chiedete in stazione dove lasciare lo zaino: c’è una zona apposta e sorvegliata.
Ci sono decine di treni che ogni giorno arrivano a Lopburi da Bangkok. Allo stesso modo, la città è collegata al nord della Thailandia con la linea ferroviaria che arriva da Chiang Mai. Ayuhttaya si trova ad un’ora di distanza, con collegamenti frequentissimi.
Gli autobus e i minivan sono un po’ più scomodi e cari, ma comunque frequenti.
Orari dei treni che potete consultare sul sito ufficiale delle ferrovie thailandesi.


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