shitennoji * hozenji * sumiyoshi taisha * namba yasaka shrine

I templi giapponesi sono un’attrazione molto popolare tra i turisti e, data la loro armoniosa architettura e gli splendidi giardini che li caratterizzano, non è difficile capire il perché di tanta attenzione. I templi e i santuari di Osaka, sia buddisti che shintoisti, non sono da meno rispetto a quelli di altre grandi città giapponesi e in questo articolo vi parleremo dei principali, quelli che non dovete perdervi durante una visita nella metropoli del Kansai. Durante un viaggio in Giappone e una visita a Osaka sono molti a ignorare i suoi templi, perché presi dalla fretta (è normale restare in città uno, massimo due giorni) preferiscono dedicarsi a zone commerciali come Namba e Dontonbori e alla visita del celeberrimo Osaka Castle per poi finire con una cena tra i grattacieli di Umeda. Mai errore potrebbe essere più grave, in quanto la più grande città del Kansai ospita alcuni templi shintoisti e buddisti davvero formidabili.

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L’etichetta nei luoghi religiosi

Una premessa doverosa: i luoghi religiosi in Giappone sono gestiti come opere d’arte e proprio come tali vanno trattati, con attenzione e rispetto. Quando entrate nei giardini perfetti che li circondano seguite i sentieri lastricati, non toccate le piante ed evitate di camminare nelle zone verdi; all’interno del tempio non toccate gli oggetti sacri e ovviamente evitate di arrecare qualsiasi danno all’ambiente. La spettacolarità di questi luoghi può spesso farci dimenticare che sono luoghi di culto, ma ricordate di mantenere il tono di voce molto basso, di indossare vestiti non sconvenienti (esattamente come fareste in una chiesa cattolica) e non disturbate in alcun modo chi sta pregando. Ricordate che queste regole valgono sia per l’interno dei templi che per le zone limitrofe e i giardini annessi. All’interno dei santuari è proibito mangiare e bere.

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La religione in Giappone

Senza stare a parlare di dati tecnici, che potete trovare benissimo altrove, vogliamo solamente sottolineare come la religione in Giappone sia un fatto molto personale che poco si adatta alle consuete etichettature. Le correnti religiose principalmente diffuse nello stato sono il buddhismo e lo shintoismo e la maggior parte dei Giapponesi si considerano contemporaneamente seguaci di entrambe. Per questo motivo all’interno di molti edifici religiosi i due culti si mescolano con armonia e molti santuari shintoisti hanno influenze buddhiste e viceversa. In ogni caso ,a differenza di molti altri paesi dove interrogare un locale sulla propria religione è un gesto innocuo, in Giappone questa è considerata una domanda molto intima e quindi decisamente sconveniente. In linea di massima la parola “temple” si riferisce a tempi buddhisti e “shrine” a santuari shintoisti, ma noterete come una volta in loco sia molto difficile distinguere le due cose.

I templi più popolari di Osaka

La zona di Gensho-ji Temple (Matsuyamachi-suhi)

Migliori Templi Osaka Giappone Shitennoji Hozeji

Iniziamo questa carrellata tra i migliori templi di Osaka con una piccola chicca, completamente estranea ai circuiti turistici, anche quelli meno tradizionali. A un chilometro circa a est della stazione di Namba, in un’area apparentemente poco interessante fatta solo di palazzi residenziali, si nascondono una buona decina di templi e cimiteri che si affacciano su una collinetta tutta da scoprire. Nessuno di questi è particolarmente interessante (abbiamo segnalato il Gensho-ji Temple perché è uno dei più importanti del quartiere) se preso singolarmente, ma è la zona ad essere un importante unicum in città: nel giro di pochi passi, nonostante il caos delle trafficate strade della metropoli giapponese, vi immergerete nella quiete più totale, passando da un tempio all’altro e lasciandovi cullare da quel silenzio magico che noterete una volta varcata la soglia. Perdetevi nell’esplorazione.

Shitennoji Temple

Il tempio sorge a poca distanza dalla stazione Shitennoji-mae-Yuhigaoka sulla Tanimachi Subway Line e a dieci minuti di cammino a nord della JR Tennoji Station sulla JR Loop Line. Lo Shitennoji è uno dei templi più antichi del Giappone ed è noto per essere stato il primo ad essere costruito per volere dello Stato. Fu fondato nel 593 dal Principe Shotoku, grande sostenitore dell’avvento del buddhismo in Giappone. Sebbene gli edifici del tempio siano stati bruciati più volte nel corso dei secoli, sono stati sempre ricostruiti rispettando il design originale del VI secolo. La maggior parte degli edifici esterni del tempio sono a entrata libera, ma ci sono tre luoghi in cui è prevista una tassa d’ingresso: il complesso interno del tempio il Chushin Garan (300 Yen), la Treasure House (500 Yen) e il Gokurakujodo Garden (500 Yen). É possibile visitare la parte esterna del tempio gratuitamente per farsi un’idea della sua antica e tradizionale struttura, nel cortile del recinto interno si trova una pagoda a cinque piani (potrete vederla anche dalla zona non a pagamento).
L’interno del tempio e la Treasure House non valgono a nostro parere il prezzo del biglietto perché non sono diverse da altri templi il cui ingresso è totalmente free; la zona esterna invece è imperdibile, anche per la vivace vita di preghiera che si respira. Invece il giardino Gokuraku-jodo, progettato sulla base delle descrizioni del paradiso del Buddha Amida, vale una visita quantomeno nel periodo del foliage o dell’hanami.

Hozenji Temple

Questo tempio si trova poco lontano dalla stazione della metropolitana di Namba e da quella di Nippombashi, è molto piccolo ma decisamente caratteristico proprio per la sua location incastonata tra i vicoli cittadini (Hozenji è una delle zone più anguste del centro di Osaka) e le insegne luminose dei negozi di Namba e dei ristoranti di Dotombori. Una volta varcata la soglia troverete una pace impressionante e dimenticherete tutta la modernità frenetica che circonda questo luogo religioso. Il tempio fu istituito nel 1637 e originariamente copriva un’area molto più grande che oggi è riservata a bancarelle e stand di cibo di strada che letteralmente lo circondano. Durante la seconda guerra mondiale questa intera area venne distrutta nei bombardamenti e solo una statua del tempio sopravvisse miracolosamente. Oggi la statua buddhista rimasta intatta è diventata il simbolo del quartiere ed è completamente ricoperta da un lussureggiante muschio verde poiché tutti (per rendere omaggio allo spirito che raffigura) vi gettano acqua. Ingresso libero.

Namba Yasaka Shrine

A soli 8 minuti a piedi dalla trafficata stazione di Nankai si trova il bizzarro santuario Namba Yasaka che è parte integrante di un complesso un tempo fiorente di templi buddhisti e santuari shintoisti che sono stati distrutti dai bombardamenti aerei in tempo di guerra. Namba Yasaka è famoso per il suo palco a forma bocca di leone, un pezzo unico nell’architettura religiosa giapponese, assolutamente particolare soprattutto se confrontato con l’austero tempio che vi sorge accanto. Qui si tiene ogni anno la terza domenica di gennaio il rituale del Tug-of-War, che si basa su un mito giapponese secondo il quale la divinità Susano-no-Mikoto uccise il demone serpente Yamata-no-orochi, liberando il popolo dalla sua oppressione. Ingresso libero.

Sumiyoshi Taisha Grand Shrine

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Nonostante sia un po’ fuori mano, a sud Osaka (ci arriverete prendendo la Nankai Main Line e scendendo all’omonima fermata Sumiyoshi Taisha Station), questo è sicuramente il santuario shintoista più famoso della città, nonché uno dei più importanti di tutto il Giappone. Il Sumiyoshi Taisha Grand Shrine ha una lunga e rispettata storia (si ritiene sia stato fondato nell’anno 211) che è persino citata nel più antico romanzo al mondo, il Genji monogatari e anche nei racconti del XX secolo dello scrittore Yasunari Kawabata. Durante i tre giorni di vacanze giapponesi di Capodanno questo tempio diventa la meta prediletta di tantissimi giapponesi e riceve ogni anno oltre 2 milioni di visitatori in queste date. Inoltre il tempio è famoso per essere il più antico esempio di architettura sumiyoshi-zukuri, uno dei tre stili tradizionali antichi dell’architettura sacra che precedette l’arrivo del buddismo e di altre influenze straniere in Giappone.
Tipici di questo stile sono i semplici tetti dritti in paglia e pali decorativi incrociati sui frontoni del tetto. Ci sono molte strutture nel complesso del santuario, ma i quattro edifici principali sono dedicati alle tre divinità del mare e allo spirito dell’imperatrice Jingu. Una delle attrattive più famose del Sumiyoshi Taisha Grand Shrine è il ponte rosso ad arco che si trova vicino al suo ingresso che è chiamato Sorihashi o Taikohashi. È stato deliberatamente costruito con un arco piuttosto alto per richiamare poeticamente alla mente dei fedeli l’arcobaleno che collega la terra e il cielo. Ingresso libero.

Osaka Tenmangu Shrine

Nell’area est della città (vicino alla fermata metro Minamimorimachi Station della Tanimachi and Sakaisuji Subway Lines e alla Osaka Temmangu Station della JR Tozai Line) sorge un altro importante tempio: il Tenmangu Shrine, che venne fondato nel 10° secolo, è oggi uno dei più importanti santuari tra quelli dedicati alla divinità shintoista della cultura, Sugawara Michizane. La costruzione originale è stata distrutta e ricostruita moltissime volte nei secoli, ma l’attuale sala principale e il cancello principale del santuario sono abbastanza antichi, visto che risalgono al 1845.
Questo shrine è famoso soprattutto per il suo festival, il Tenjin Matsuri, che si tiene ogni anno il 24 e il 25 luglio, considerato uno dei più importanti festival del Giappone. Durante i festeggiamenti la divinità dell’Osaka Tenmangu Shrine viene fatta sfilare su un palanchino in modo molto coreografico attraverso la città seguita da una processione vivace e festeggiata con splendidi fuochi d’artificio. Ingresso libero.


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